Ovidio nelle Metamorfosi dice:
Tutti gli esseri viventi, comunque, traggono origine da altri;
l'unico a nascere riproducendosi da sé è un uccello
che gli Assiri chiamano fenice. Non di erbe o di frumento vive,
ma di lacrime d'incenso e stille d'amomo,
e quando giunge a cinque secoli di vita,
se ne va in cima a una tremula palma e con gli artigli,
col suo becco immacolato si costruisce un nido tra il fogliame.
E non appena sul fondo ha steso foglie di cassia, spighe
di nardo fragrante, cannella sminuzzata e bionda mirra,
vi si adagia e conclude la sua vita fra gli aromi.
Allora, si dice, dal corpo paterno rinasce un piccolo
di fenice, che è destinato a vivere altrettanti anni.
E quando l'età gli ha dato le forze per reggere alla fatica,
libera i rami sulla cima della pianta dal peso del nido,
religiosamente prende con sé la culla, sepolcro del padre,
e, giunto sull'alito dell'aria alla città di Iperione,
davanti alle porte sacre del suo tempio la posa. La Fenice è un mitico uccello, grande come un'aquila, dalle splendide piume rosse e dorate, ali in parte d'oro e di porpora, azzurra la coda con piume lunghe, rosa e azzurre. Nell'antico Egitto era raffigurata con sul capo l'emblema del disco solare. Era il simbolo del Sole che sorge e tramonta e venne associata al pianeta Venere, come "Stella del Mattino", e - come narra il mito della creazione - fu la prima forma di vita ad apparire sulla collina che sorse dal caos acquatico. Ogni mattina all'alba questo splendido uccello si bagnava nelle acque cantando una canzone così meravigliosa che il dio del sole fermava la sua barca (o il suo carro, nella mitologia greca) per ascoltarla. Era sempre un maschio e viveva in un'oasi nel deserto di Arabia. Dopo aver vissuto per 500 anni, si allontanava da tutti, costruiva un nido a forma di uovo con erbe profumate: ramoscelli di mirto, incenso, sandalo, legno di cedro, cannella, mirra e altre piante balsamiche, e lasciava che i raggi del sole la incendiassero, e cantando una canzone meravilgiosa, si lasciava consumare dalle fiamme. Così moriva mentre i profumi esalavano dal nido. Da questo nido emergeva una larva che al sole cresceva rapidamente: dopo 3 giorni una nuova Fenice emergeva e volava alla sacra città di Heliopolis.
Si trova la presenza della Fenice in quasi tutte le culture: sumera, assira, inca, azteca, russa (l'uccello di fuoco), quella dei nativi americani, e in particolare nella mitologia cinese, indù e buddista , giapponese ed ebraica
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Troppo bello!!!
paperoalieno 6 months ago
@paperoalieno
Ciao, grazie paper!!!!!!!!
TheAnguana 6 months ago
Grazie Daniela!!!!!!!!! Io intanto ho fatto man bassa dei tuoi , incandescenti, e più che mai apprezzati!
TheAnguana 6 months ago
Merveilleux !*****
AquarelleO1 1 year ago
@AquarelleO1
Grazie!!!!!!!!!
TheAnguana 11 months ago
Beautiful music and images...thanks for posting ! :)
zara2255 1 year ago
@zara2255
Grazie alla tua gentilezza!
TheAnguana 1 year ago