EDWARD HOPPER
( nato il 22 luglio 1882 a Nyack - morto il 15 maggio 1967 a New York )
" Il mondo di Hopper si caratterizza attraverso l'assenza, attraverso atmosfere vuote e silenziose, ambienti deserti e rarefatti, paesaggi malinconici e solitari, trasmettendo così unacuta sensazione di solitudine esistenziale, ontologica e di invalicabile incomunicabilità .Viene in mente la pittura metafisica di un De Chirico, della quale, però, manca la struttura intellettualistica e il substrato culturale, la tensione verso l'indagine del mistero oltre le apparenze: Hopper pone i suoi personaggi al centro di una vicenda senza esito, in una realtà cristallizzata, nel contesto irreale di un non-luogo nel quale l'incomunicabilità è espressa dagli spazi vuoti fra le figure, dal ridotto cromatismo che esplode a tratti, qua e là. "
Estratto dal Sole 24 ore del 18 maggio 2007
" Una donna siede sola nella stanza di un Motel. Un faro, colpito dalla luce, irradia un candore irreale. Una coppia, stanca e silenziosa, aspetta in un bar che la notte finisca. Tracce di un racconto non scritto, ma solo accennato, si inseguono nelle opere di Edward Hopper . Un l'America raccontata più tardi da Robert Altman e da Raymond Carver..Ecco, dunque, come protagonisti privilegiati distributori di benzina, caffè, drugstore, camere d'albergo e negozi, intrisi, tuttavia, di un'atmosfera irreale, enigmatica, immobile. Il suo realismo, evidente nei temi, sfuma in una tensione metafisica - come sottolinea Elena Pontiggia in "Edward Hopper. Scritti interviste testimonianze", Abscondita Milano 2000 -, per nulla estranea all'ispirazione dechirichiana. Più che la solitudine, spesso considerata come l'unica chiave interpretativa dell'opera di Hopper (lo stesso artista disse " Si parla troppo di solitudine "), ciò che interessò maggiormente al pittore fu, infatti, il tentativo di rappresentare i fondamenti della natura e dell'uomo. Una ricerca ontologica, più che psicologica, che lo guidò nel tratteggiare personaggi assorti in una luce fredda e calati in un'ora di infinita attesa. .."
( Il realismo metafisico di Edward Hopper di Giovanna Canzi )
" Non ho abitudini in cerca di sorprese,
nè agglomerati di capacità nascoste.
Ho le nuove notti scoscese,
ridenti dei tuoi ritorni,
ambulanti delle mie perplessità . "
Edward Hopper
Colonna sonora : Banda dell'Arma dei Carabinieri : Manuel María Ponce " Estrelita " / G. Puccini Tosca " E lucean le stelle "
@music070710 Thank you.
velvetmedias 1 year ago
@velvetmedias
The one which ends in 2:42 is "Hotel by the Railroad (1953)".
music070710 1 year ago
Could somebody tell me the name of the 2:42 painting ?
velvetmedias 1 year ago