Uploaded by al78ena on Apr 25, 2011
Sono un 37enne napoletano e mi candido nella lista "Napoli è tua". In realtà, all'anagrafe ho quasi cinque lustri in più. Avevo infatti una ventina d'anni e spiccioli quando arrivai a Napoli da Milano su una Dyane color beige, con un bigliettino in tasca con su alcuni nomi di studenti, per lo più del Vomero, e con l'obiettivo di fondare la sezione di "Avanguardia Operaia" e di farvi confluire i compagni del "Centro di Coordinamento Campano", tra i quali Fabrizia Ramondino, recalcitranti rispetto al compimento del mio mandato da messo imperiale.
Ricordo lo sgomento di mia madre, rimasta vedova a 47 anni, rispetto a questa avventura che le promettevo durasse non più di sei mesi. Erano altri tempi, meravigliosi e ora del tutto incomprensibili. E mi ricordo certe domeniche pomeriggio trascorse a diffondere, da solo e senza alcun disagio o vergogna, il settimanale di AO davanti al cinema. E ricordo ancora la sera in cui io e un altro cosiddetto funzionario, Corrado Delle Donne, fatto scendere per darmi una mano nell'impresa (che nel frattempo si stava realizzando anche con il coinvolgimento di qualche benedetto operaio e proletario), ci spartimmo la scatola della carne inizialmente destinata al bel gatto bianconero che frequentava casa nostra. Con una spruzzata di limone non era poi così cattiva. Soldi zero o quasi per un'occupazione full time, fatta di riunioni su riunioni, volantinaggi e attacchinaggi, scuolette quadri, manifestazioni, picchetti e frequenti scontri con i fascisti, il tutto condito di passione, allegria e fiducia nel futuro.
E' noto come sia andata a finire a Napoli e dalle altre parti d'Italia e non solo in Italia.
Arriviamo ad oggi e alla dovuta spiegazione sul perché mi sono candidato nella lista "Napoli è tua". A muovermi come allora è la passione, rifiorita sotto forma d'indignazione per lo stato di questa città. Passione intesa come l'intendeva il compianto amico Andrea Pazienza.
Dagli anni ricordati ad adesso è cambiato tutto. Ma non è del tutto così: stringendo l'obiettivo su Napoli vedo una città governata (dopo essere stata abbondantemente illusa) da caste incolori di politici servili agli affaristi trasversali, punteggiata in ogni dove di rifiuti con la Tarsu tra le più alte d'Italia, percorsa da manifestazioni di disoccupati, costretti a rovesciare cassonetti dell'immondizia per farsi sentire e così via, voragini nelle strade, trasporti cari e radi e che scompaiono poco dopo il tramonto come le galline. Occorre fare qualcosa. Non basta continuare a lamentarsi, andare al mare nel fine settimana di metà maggio o organizzarsi per scappare. Certo, mia madre che è rimasta vigile e sarcastica con i suoi 95 anni sarebbe felice di un mio ritorno al nord.
Luigi De Magistris non è il Che, nemmeno Gandhi, Mandela o Gesù Cristo. Non fa miracoli, non li promette e, se mai l'avesse fatto qualche volta, non dovrebbe rifarlo. Ma lui e la sua proposta sono l'unico strumento esistente per scompaginare il consociativismo che ha garantito e vuole continuare a garantire a tutti i privilegiati di mangiare, a chi sta o no al governo della città, sulla pelle dei napoletani. Lui e la sua proposta mi convinsero nella serata con Vendola a Città della Scienza (ma del perduto Nichi parleremo in un'altra occasione). Tra le tante qualità Luigi De Magistris ha quella riguardante il cosiddetto e suddetto plesso solare. E anche vari difetti. Uno dei più rinfacciati sarebbe l'irruenza: rispetto alla pacatezza fredda e infida del resto dei politici navigati a me sembra una qualità. Alcuni parlano di una sua presunta incapacità amministrativa. Lo ha fatto, ad esempio, una persona che stimo immensamente e che avrei visto come candidato ideale, nonostante la sua non più giovanissima età, e cioè Aldo Masullo. Giusto. Ma chi sarebbero i buoni amministratori? Morcolino o Lettieri-Cosentino? O lo sarebbe stata la commovente e patetica Rosetta o quell'Antonio che ha trascorso anni, delegando ad uno staff e, magari, firmando carte senza nemmeno leggerle?
Penso che per ora basti. Sugli altri argomenti di questa avventura elettorale parlerò a parte, ogni giorno, interloquendo con chi mi leggerà.
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