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Omaggio a Franceso Paolo Michetti

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Uploaded by on Nov 22, 2009

Tutta render non so nelle mie rime / la maledetta simpatia che ispiri... / ma tu m'intendi, va, matto sublime. Maggio 1880: si conclude così un sonetto che Edmondo De Amicis dedica ad un uomo di multiforme ingegno che, per quanto nato "pintore", si espresse in innumerevoli prove artistiche, dalla scultura alla scenografia fino all'architettura ed alla fotografia, con le istantanee che divennero una sorta di studio preparatorio alle tele. Un uomo intriso delle speranze e delle ambizioni del suo tempo, amico di intellettuali e degno di essere accolto al cospetto del re. Un uomo chiamato Francesco Paolo Michetti.
Straordinario sperimentatore, restò tematicamente legato al mondo d'Abruzzo e la sua pittura dominò l'ultima parte dell'800, i suoi quadri venduti anche all'estero a cifre vertiginose; ma Francesco Paolo Michetti non fu solo pittore di successo, fu anche fotografo di grandissimo valore, architetto, scenografo, filosofo amante della natura, tra i primi a girare una pellicola e a guardare al cinema come nuova e fondamentale forma di arte.
A questo artista poliedrico, e per molti versi geniale è stata dedicata una grande mostra antologica, allestita dal 6 marzo al 1 maggio 1999 nei saloni di Palazzo Venezia a Roma.
Francesco Paolo Michetti nacque in terra d'Abruzzo, a Tocco da Casauria, nel 1851 e in Abruzzo trascorse tutta la sua vita, lavorando a Francavilla, in un antico convento cinquecentesco.
Vincitore della prima Biennale di Venezia, è l'artista che simboleggia l'apertura dell'Abruzzo verso l'Europa.
Michetti fu un personaggio eclettico sempre sopra le righe, incline all'eccesso, come lo definirono i critici del tempo, esuberante nell'uso dei colori, e nel travalicare i limiti della tela, dipingendo sulle cornici dei suoi quadri e perfino sui cristalli che li proteggevano.
Gran fascinatore, raccolse attorno a sé una sorta di cenacolo, un gruppo di giovani artisti attratti dalla sua carismatica personalità: lo scultore Costantino Barbella, il compositore Francesco Paolo Tosti, il giovane D'Annunzio e altri ancora. Una sorta di officina dove si tentò di realizzare, anche se in modo sperimentale, il sogno di abbattere le barriere tra un'arte e l'altra, di creare un sistema di interferenze fra pittura, scultura, musica e versi.
"Il Voto", il più inquietante dei dipinti di Michetti, fu acquistato alla fine dell'800 dal Governo italiano per la allora ragguardevole cifra di quarantamila lire, mentre lo strepitoso " Corpus Domini" acquistato dall'imperatore Guglielmo II, e ancora la "Figlia di Iorio" esposta a Venezia alla Biennale del 1895 e adesso di proprietà della Provincia diPescara.
Dopo un trentennio (1870 1900) di continui successi, Michetti trascorse altrettanti anni di silenziosa ricerca, sempre però osannato dalla critica e oggetto di pubblici onori, quali nel 1906 la visita nel suo studio del re di Italia e la nomina a senatore del regno. Morì il 5 Marzo 1929.

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  • Complimenti per la meritoria opera.

    Se avete piacere, non essendoci estrema abbondanza di immagini di opere del Maestro in rete, posso fornire fotografia di un suo olio su tela di mia proprietà per arricchire il lavoro.

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