Manitou Project prende il suo nome dall'Algonquin, uno dei più importanti ceppi linguistici nativi americani. Il termine Manitou designa le divinità, o meglio la dimensione spirituale connessa alla divinità. Il progetto, novità assoluta in Europa, coinvolge musicisti nativi americani fra i più noti della scena internazionale (Brent Michael Davids e R. Carlos Nakai). Le musiche eseguite sono composte da autori nativi americani (Jerod Impichchaachaaha' Tate, Brent Michael Davids, Raven Chacon, Barbara Croall) o da musicisti americani profondamente connessi alla cultura amerindia come Peter Garland, John Luther Adams (vincitore del prestigioso Nemmers Prize 2010) e Ann Millikan (McKnight Composer Fellowship 2010). L'estrema varietà dei generi e dei linguaggi va dal postminimalismo di Adams allo sperimentalismo elettronico di Chacon, dall'eclettismo di marca jazz di Davis e Millikan, alle improvvisazioni new age di Nakai. La presenza di Luigi Morleo alle percussioni, Nicola Fiorino al violoncello, Milena de Magistris al violino, oltre alla presenza di Emanuele Arciuli, arricchisce il progetto del dono della multiculturalità, nel nome dell'universalità del linguaggio della musica.
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