I figli che avevano bisogno di imparare l'inglese e la moglie Kristen che voleva vivere a Londra. Andriy Shevchenko se ne era andato al Chelsea con queste motivazioni, lasciando il Milan e i trofei vinti in rossonero: uno scudetto, una Coppa Italia, una Supercoppa italiana, una Champions League e una Supercoppa Europea. Dopo due anni l'ucraino torna nel club che lo ha fatto conoscere al grande calcio. Alla fine di una trattativa breve ma intensa, e che a un certo punto sembrava ormai arenata, il club di via Turati ha ufficializzato il ritorno del «figlio prodigo». Con 297 presenze e 173 gol tra campionato e coppe, era diventato l'idolo di San Siro. Due volte capocannoniere in A e Pallone d'oro nel 2004 l'ucraino cresciuto nella Dinamo Kiev, alla corte del colonnello Lobanovsky, in quel maggio del 2006 decise di lasciare Milanello per trasferirsi al Chelsea. Il primo gol con la maglia dei Blues arriva nel Community Shield contro il Liverpool, ma il feeling tra lui e Stamford Bridge svanirà presto. In due anni in Inghilterra l'ucraino colleziona 22 reti in 76 partite: mai titolare, sempre in discussione e sempre costretto a sfruttare pochi scampoli di partita per mettersi in mostra. Al suo arrivo trova Josè Mourinho, con cui i rapporti non saranno idilliaci («È un tecnico che non ha lasciato il segno nella mia carriera», dirà del portoghese), ma anche dopo la chiusura dell'era «Special One» al Chelsea Sheva continua a deludere i tifosi dei Blues. Così già nell'estate del 2007 si parla con insistenza del suo ritorno a Milano. Se con Mourinho i rapporti sono pessimi, non si può dire che quelli con la stampa inglese siano migliori. Alla moglie viene rimproverata l'eccessiva influenza sullle decisioni del marito (sull'esempio di Beckham e Victoria), poi l'ucraino viene anche accusato di essere la spia del patron Roman Abramovich nello spogliatoio. La svolta negli ultimi giorni della scorsa settimana: Milan e Chelsea parlano della cessione di Ivanovic che non si concretizza, ma Galliani ha già in mente il ritorno di Shevchenko. La notizia trapela soltanto mercoledì - tra le mezze smentite di Carlo Ancelotti - l'affare sembra fatto. Poi, col passare delle ore emergono le differenze di vedute tra le due società: il Chelsea infatti insiste per il prestito con obbligo di riscatto ma da via Turati nicchiano e così giovedì Galliani dichiara «saltata» la trattativa. Da allora un susseguirsi di contatti (e l'intervento in prima persona di Silvio Berlusconi), con il giocatore che ha probabilmente accettato un ribasso dell'ingaggio, e nel tardo pomeriggio di ieri la svolta finale: il Milan e i Blues pubblicano l'identico comunicato nel quale si sottolinea che «i termini dell'accordo sono confidenziali». Per l'amministratore delegato rossonero si tratta di «un ritorno a casa», mentre per l'attaccante «è come aver vinto una Champions League».
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grande sheva sempre nel cuore!!! potrei sapere gentilmente il titolo della canzone??
Valium111 3 years ago
la canzone si chiama close-west life
gargiopato7 3 years ago