La riproduzione fedele, senza giudizio, la sola constatazione di ciò che era diventata la società, questo era la Pop Art. Nessun coinvolgimento emotivo, nessuna scelta politica, nessuna criticasolo un osservare e riprodurre ciò che la massa era abituata a vedere e che avrebbe potuto comprendere.
Unarte anonima per una massa senza volto.
Oggi tutto resta tale. Società consumistica agli eccessi, tutto esasperato, esagerato, immagine e merce. Una massa senza volto si avvicina a noi, ricordandoci che nulla è casuale nella realtà del consumo. Immersi nel complesso fagocitante dei colori, dei volti, dei sorrisi, noi osserviamo senza più attenzione, senza domande, abituati e abitudinari
Rincorriamo miti, icone irreali e surreali cui cerchiamo di somigliare, li imitiamo, li riproduciamo, scimmiottiamo usi e costumi, atteggiamenti e pose di eroi massmediatici del nostro tempo, in una proiezione grottesca della realtà.
Loro si muovono, insieme, identici nel messaggio, seguaci di una figura principe che domina la scena in un livello gerarchicamente preminente, accumulano gesti come si accumulano cose e ripropongono la loro parola fisica, come un banner pubblicitario, che si ripete e resta lì, impresso nella nostra mente, per convincerci di essere lunico.
Così, senza giudizio, senza critica, solo una constatazione.
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