Video illustrativo della citta' di Zara, in Dalmazia. A cura dell'Associazione amici e discendenti degli esuli Giuliani Istriani Fiumani Dalmati ADES - Dal cd "L'Italia oltre adriatico - da Veglia a Cattaro" di Alessandro Marco FUSCO
ZARA
Il centro storico di Zara si estende su una stretta penisola e un tempo era racchiuso da una cerchia di quattro porte, di cui ne sono rimaste soltanto due: la Porta Marina, del 1560, e quella di Terraferma, quest'ultima costruita nel 1543 su progetto di Michele Sanmicheli, raffiguranti il patrono della città S. Crisogono e il leone di S. Marco. Intorno alla fortezza distrutta è stato costruito un grande parco che ospita oggi il Museo Archeologico.
All'interno della chiesa di San Donato ci sono interessanti reperti ritrovati nell'insediamento dei Liburni e in tombe della Dalmazia settentrionale. In Piazza delle Erbe si trova, superstite delle bombe, un'antica colonna romana, utilizzata dai Veneziani come gogna, oltre alla torre medievale, unico resto delle mura cittadine.
La chiesa di San Simone, costruita sulle fondamenta di una chiesa del V-VI sec., ospita le spoglie del santo in un sarcofago di epoca tardo romanica, un eccezionale lavoro in argento realizzato nel XIV sec. dall'orafo milanese Francesco da Sesto. Da questo punto si diparte il Decumano romano, ancora oggi il principale asse est-ovest della città.
Il Museo Etnografico si trova nell'antico edificio della guardia cittadina con la splendida loggia, che dà sulla piazza principale. La loggia del XII sec., ristrutturata dal Sanmicheli è oggi sede di esposizioni. Il centro religioso di Zara è costituito da due chiese e un monastero. La chiesa di San Donato è un'imponente rotonda del IX sec., costruita sullo spazio che un tempo ospitava il foro cittadino. Oggi è una bella sala di concerti. La chiesa di Santa Maria appartiene invece al vicino monastero benedettino del XI sec., ristrutturato nel XVI sec.
Il duomo di Santa Anastasia rappresenta una delle basiliche più imponenti della costa adriatica occidentale. Nel 1324 fu realizzata la splendida facciata a tre portali, con due archi ciechi a incorniciare altrettanti rosoni. Nel timpano centrale è raffigurata la Madonna con i santi Zoilo e Anastasia. La chiesa dedicata a San Crisogono risale al XII sec. Le pareti esterne degli absidi sono decorate con archi ciechi di rara bellezza.
Dopo i bombardamenti americani che rasero al suolo gran parte dell'antica cittadina nel 1944 ed il conseguente esodo totale della popolazione, nel 1958 gli zaratini superstiti, dopo aver solennemente dichiarato che il comune "si afferma e si incardina soprattutto nella libera volontà unanimemente espressa dai cittadini", e di voler, "forti del diritto millenario della stirpe.... mantenere intatta la tradizione municipale", plebiscitariamente deliberarono la costituzione del "Libero comune di Zara in esilio", associazione storica dei dalmati italiani, al fine di ricomporre "la unità municipale di un libero comune italico", di "mantenere fra i cittadini associati gli antichi vincoli di concordia civica, continuando in Patria il culto delle tradizioni cittadine" e di "rivendicare in nome della storia e della cultura italiana della Dalmazia, il diritto ad un libero plebiscito per il ritorno alla Patria dei padri" ed il 29 settembre '63, nel Palazzo ducale di Venezia, elessero il loro primo sindaco. L'attuale "sindaco" è lo stilista Ottavio Missoni, in foto, ragusino di nascita.
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Btg. Bersaglieri Zara
Il 12 novembre 1920 fu siglato tra Italia e Jugoslavia il trattato di Rapallo, che prevedeva la cessione di Fiume all'Italia e la Dalmazia alla Iugoslavia esclusa Zara. Il 9° Rgt. Bersaglieri arrivò a Zara nel 1924 e la lasciò il 21 gennaio 1936, ed al suo posto rimasero due btg. Mitraglieri e un btg. Bersaglieri di nuova costituzione, che per l'appunto prese il nome di "Btg. Bersaglieri Zara", a giugno dello stesso anno fu equipaggiato con le biciclette, e divenne dunque "Btg. Bersaglieri Ciclisti Zara". Gli elementi zaratini presenti nei suoi quadri, in special modo fra gli ufficiali, erano numerosissimi; ciò contribuì a conferire al reparto un elevato spirito "di corpo", accentuato dalla sensazione di isolamento che il battaglione viveva assieme alla città.
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amfdvx 8 months ago
Ts ts ts ts greedy Italian minority....
zaistinuipravdu 3 years ago
Dopo i bombardamenti americani che rasero al suolo gran parte dell'antica cittadina nel 1944 ci fu l'esodo totale della popolazione ITALIANA. Nel 1958 gli zaratini superstiti, "forti del diritto millenario della stirpe.... per mantenere intatta la tradizione municipale", plebiscitariamente deliberarono la costituzione del "Libero comune di Zara in esilio" al fine di ricomporre "la unità municipale di un libero comune italico".
amfdvx 3 years ago
ENG.: After the American bombing that razed to the ground most of the Italian town in 1944, there was an exodus of the total Italian population. In 1958 the Zara survivors, "with the rule of millennial low of the lineage .... to keep intact the traditions of the city" plebiscite decided the constitution of the "Free town (Libero Comune) of Zara in exile" in order to reconstruct "the municipal units of a free Italic town.
amfdvx 3 years ago
the town is callad zadar.
puntarZD 3 years ago
In Italiano e in tutte le lingue neolatine la citta' si chiama e sempre si chiamera' solo ZARA.
In Italian and in neo-latin languages, the town is called and it'll ever called only ZARA.
amfdvx 3 years ago