Manifestazione dei migranti del 23 maggio: Ramon, cittadino ecuadoregno, spiega perchè partecipare

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Uploaded by on May 19, 2009

La crisi colpisce duro, la crisi colpisce tutti: donne e uomini, italiani e migranti. Tra i lavoratori, i migranti vivono una doppia precarietà: sanno che il permesso di soggiorno non sarà rinnovato, la clandestinità è una minaccia più vicina, lespulsione una possibilità sempre presente.
Per questo è ora di scegliere DA CHE PARTE STARE.
Il razzismo istituzionale colpisce duro: il Governo Berlusconi, con la Lega Nord in prima fila, ha dato il via a una vera e propria campagna dodio. La proposta di un contributo per il rinnovo dei permessi mostra che il salario dei migranti è considerato una risorsa sempre disponibile per pagare la crisi, per finanziare nuovi Centri di identificazione ed espulsione. Nel frattempo, il razzismo istituzionale si legittima sul corpo delle donne facendo strada a ronde e linciaggi popolari. Per questo è ora di scegliere DA CHE PARTE STARE.
Contro i colpi duri della crisi e del razzismo istituzionale, È ORA DI STARE DALLA PARTE DEI MIGRANTI E DELLE MIGRANTI.
Fino a quando i migranti saranno esposti al ricatto, tutti saranno più ricattabili. Facciamo appello a tutti i lavoratori, le lavoratrici, gli studenti e le studentesse, le associazioni e i sindacati, affinché siano parte di questa lotta.
Perché gli effetti della legge Bossi-Fini non amplifichino quelli della crisi, la Cub sostiene e partecipa alla Campagna nazionale Da che parte stare (www.dachepartestare.org) che chiede:
che i permessi di soggiorno siano congelati in caso di licenziamento, cassa integrazione, mobilità, sospensione dal lavoro;
che i migranti, così come tutti quei lavoratori che non usufruiscono di ammortizzatori, partecipino alla pari di ogni altro lavoratore a ogni misura di sostegno e vedano salvaguardati i contributi che hanno versato;
che i migranti e tutti i lavoratori possano rinegoziare i loro mutui in caso di perdita del lavoro; il blocco degli sfratti per tutti i lavoratori e le lavoratrici nella stessa condizione, perché sappiamo che un migrante senza contratto di locazione è un lavoratore clandestino;
il mantenimento del divieto di denuncia dei migranti senza documenti che si rivolgono alle strutture sanitarie e della possibilità di registrare la nascita dei loro figli;
il blocco della costruzione di nuovi centri di identificazione ed espulsione, lutilizzo dei fondi stanziati per iniziative a favore di tutti i lavoratori colpiti dalla crisi, la cancellazione di ogni norma che preveda lallungamento dei tempi di detenzione, la chiusura dei CIE.
la garanzia di accesso al diritto dasilo e il blocco immediato dei respingimenti alla frontiera in attesa della promulgazione di una legge organica in materia
Su questi obbiettivi:
MANIFESTAZIONE NAZIONALE
MILANO 23 MAGGIO 2009
Ore 14,00 Piazzale Stazione Centrale

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