Nel video è stato riportato uno dei tanti colloqui che
Mère (al secolo, Mirra Alfassa, compagna spirituale di Sri Aurobindo) per anni ha avuto con Satprem (questo risale al luglio 1958).
Estratto da "l'Agenda di Mère" - Vol. I 1951-1960
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Quello che segue è un altro brano tratto dagli scritti di Mère:
"La civilizzazione che si avvia ora
verso una fine così drammatica
era fondata sul potere del pensiero,
del pensiero che agisce sulla materia e sulla vita.
Quel che ciò ha rappresentato
per l'umanità,
non dobbiamo discuterlo ora.
Ma un nuovo regno si avvicina,
quello dello Spirito;
DOPO L'UMANO IL DIVINO.
[...]
Tutti quelli che sentono
che il loro cuore trascende
i limiti della loro persona e della famiglia,
il cui pensiero si estende
oltre i piccoli interessi personali
e le convenzioni limitate,
in altre parole,
TUTTI QUELLI
CHE CAPISCONO
DI NON APPARTENERE
NÉ A LORO STESSI,
NÉ ALLA FAMIGLIA,
NEPPURE AL LORO PAESE,
MA A DIO
CHE SI MANIFESTA
IN TUTTI I PAESI
ATTRAVERSO LUMANITÀ,
COSTORO IN VERITÀ
SANNO CHE DEVONO
ERGERSI E METTERSI AL LAVORO
IN NOME DELL'UMANITÀ
A F F I N C H É
L 'A L B A
A P P A I A "
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La dipendenza dai concetti
è una delle dipendenze più potenti
e meno riconosciute.
Olga Kharitidi (ora Olga Yahontova)
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SRI AUROBINDO DISTINGUE QUATTRO PARTI NELL'ESSERE:
la MENTE, il VITALE, il FISICO e lo PSICHICO.
La mente è la parte pensante: l'uomo è essenzialmente un essere pensante.
Con il termine «vitale» Sri Aurobindo indica quella parte dell'essere che è sede degli impulsi, desideri, appetiti, passioni e istinti, mentre il fisico indica le attività e reazioni proprie del corpo.
Per quanto riguarda il termine «psichico», Sri Aurobindo gli dà un significato molto preciso: esso designa l'anima, l'elemento permanente che racchiude la scintilla divina (e che, secondo la tradizione indiana, si reincarna).
Ciascuna di queste parti dell'essere, sottolinea Sri Aurobindo, hanno una loro coscienza propria, una individualità complessa e una formazione naturale indipendente dal resto.
La mente, il vitale e il fisico sono semplici strumenti al servizio del centro psichico e devono normalmente portare alla sua scoperta.
(Nota inserita dall'Editore a pagina 13 del libro 'Il Ciclo Umano - psicologia dello sviluppo sociale' di Sri Aurobindo, Edizioni Arka Milano)
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Brano musicale di Neil Young
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(seguito del precedente commento di yestojesus2009):
Detto questo puoi capire come mai ho conosciuto persone con un acuto senso del peccato ma con un bel volto nobile e radioso, e persone con una faccia orribile che il senso del peccato non sanno nemmeno dove sta di casa.
matresmatutae 2 years ago
(seguito del precedente commento di yestojesus2009):
ma in questo modo il problema continua ad agire nel segreto, non è mai debellato.
Soprattutto questo sistema, se diventa abitudine, impedisce una crescita interiore e la speranza di riconciliarsi con Dio.
Infatti uno dei peccati più gravi, nel cristianesimo, è darsi per spacciati.
matresmatutae 2 years ago
seguito del precedente commento di yestojesus2009:
Il senso del peccato non è fine a se stesso, bensì un mezzo per prendere coscienza di uno squilibrio interiore (il problema dello stupratore non è il senso del peccato, ma l'aggressività sessuale compulsiva).
Una volta che, tramite il senso del peccato hai preso coscienza di questo squilibrio, lo affronti.
Il senso di colpa al contrario non porta ad affrontare lo squilibrio, ma a nasconderlo, a coprirlo, a rimuoverlo, a scusarlo,
matresmatutae 2 years ago
Commento di yestojesus2009:
In genere c'è un equivoco fuorviante: senso del peccato = senso di colpa.
Non sono sinonimi, almeno nel cristianesimo. Nel cristianesimo il senso del peccato è questo: che se commetti uno stupro "senti" che hai compiuto qualcosa di male.
matresmatutae 2 years ago