Sapore di miele,
sapore d'amore,
della tua pelle dentro
alla mia bocca,
quando torni a farti la mia faccia.
Un gusto
melato
di cose già avute
(dopo un'ora sarebbero perdute):
si può solo
riprendere a giocare
ancora e ancora
finchè lo vuoi.
Dammi il tuo
nettare, mia bella Venere,
che tornerò il tuo duro Satiro.
Ancora e
ancora
finchè mi vuoi:
con il tuo nettare, mia sacra Menade,
io tornerò
dentro di te.
Sapore di miele,
sapore d'umore:
alveare mio, stilla
ancora amore!
Suggo e bevo come fa l'ape al fiore.
Il tempo è dei
giochi
che accadono allegri,
e solo questo è il mondo che
vogliamo:
lascia un gusto dolce che godiamo
ancora e ancora
finche
lo vuoi.
Dammi il tuo nettare, mia bella Venere,
che tornerò il tuo duro
Satiro.
Ancora e ancora,
finche mi vuoi:
con il tuo nettare, mia
sacra Menade,
io tornerò il tuo duro Priapo.
Ecco... lo sento
ritornare...
Sì... tu dissetami... così...
Vieni a gustare il tuo
sapore...
Il tuo desiderio... Qui... Su me... Ohh, sì...
Eccomi qui mia
bella Venere!
Rinvigorito!, bella Venere...
Sono il tuo Satiro, ancorà e
di più,
e vengo su e giù, su e giù, su e giù.
Eccomi qui mia sacra
Menade!
Rinato!, mia gustosa Menade...
Sono il tuo Fauno, sono il dio
Pan,
e vengo su e giù, su e giù, su e giù.
mai sentito parlare di un cunnilingus così
Djork 3 years ago 36
il testo è elegante ma senza giri di parole. è un bel pezzo
Gherenios 2 years ago 12