LEGAMI
Installazione di Ecotronica e Robotica d'Arte
Concetto, progetto e parte della realizzazione: Luigi Pagliarini
Progetto e gran parte della realizzazione: Mr. BD
Gran parte del circuito elettrico: Andrea Bonazzelli
Video girato e montato da: Mr. B.D. e Luigi Pagliarini
Musica del video: Andrea Gabriele
un grande aiuto per l'installazione: Antonio Tempesta e Maria Teresa Pica Ciamarra
un ringraziamento particolare: Angela Palma e Francesco De Matteis
un ringraziamento speciale ai nostri: Amori
dedicata alla: Natura
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LEGAMI, progettata e realizzata per Futuro Remoto 2009 (..e creò il Robot a sua immagine e somiglianza, Città della Scienza, 19 Novembre 2009, Napoli), è un'installazione di Robotica d'Arte che si presenta come unopera semplice ed ironica ma, al contempo, intrisa di significati ed invocante una riflessione adeguata sui rapporti tra essere umano, tecnologia e natura.
A partire dall'utilizzo dell'opera d'arte 'Fatherboard, the Superavatar' viene inscenato un robot-ciclista impegnato in unazione ecologista estrema e paradossale: sostenere la sopravvivenza di una piantina attraverso unattrezzatura molto sofisticata.
L'installazione si presenta con un automa in bicicletta (il tutto in dimensioni reali) che al passaggio dei visitatori si mette in azione pedalando all'indietro. Una scelta che è sicuramente da interpretare ma che già suona come una presa di distanza da toni eccessivamente tecno-trionfalistici, fatto tra l'altro testimoniato dall'utilizzo, in buona parte, di materiale di riciclo. In sintesi, ovunque all'interno dell'opera è espresso un richiamo ad un approccio alla tecnologia e allo sviluppo tecnologico eco-sostenibili. Del resto la presenza stessa della bicicletta è simbolo di una richiesta del cambio nello stile di vita che superi concezioni Futuriste e che si esprima attraverso una mobilità sostenibile. E, probabilmente, non a caso, sullo scarpone dell'automa campeggia la targa 'NO OIL', simbolo di riferimento per movimenti in tal senso attivisti quali Critical Mass.
Tuttavia il centro gravitazionale dell'opera è e resta una piantina (di Zamia), posta sia al centro della sala espositiva - e di conseguenza dell'attenzione - sia al centro dello sforzo tecnologico realizzato. C'è un volersi pronunciare a favore dell'ecosistemicità. Difatti, troppe volte e soprattutto in ambito tecnologico avanzato osserviamo un atteggiamento contraddittorio in cui, magari, esiste un richiamo all'ecologia ma poi trionfa il più è tecnologicamente avanzato e più è interessante. Ciò, purtroppo, è vero sia in ambito artistico che in campo scientifico. Viceversa, quest'opera sembra reclamare che andrebbe preso seriamente in considerazione l'indice di eco-sostenibilità della ricerca in qualsiasi dominio.
Esteticamente l'installazione richiama in un qualche modo Duchamp e s'accosta a movimenti quali il Cyberpunk e la Kinetic Art mentre, cinematograficamente, richiama memorabili cartoni animati quali Wall-e e Belleville Rendez-vous (Appuntamento a Bellville). Ma oltre a ciò si confronta direttamente e sorprendentemente con 2001: A space odyssey (2001: Odissea nello spazio), di Stanley Kubrik, reinterpretando la figura del Totem visto non più un artefatto ma come la stessa natura.
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Per ulteriori informazioni consultare: http://www.artificialia.com/legami (in costruzione)
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Link utili
http://www.artificialia.com/luigi/
http://www.futuroremoto.it/fr2009/
http://www.idis.cittadellascienza.it/
http://en.wikipedia.org/wiki/Critical_Mass
http://www.andreagabriele.it/
Come si fa a non amare un opera frutto di un progetto di qualità dedicato alla natura? Impossibile resistere! Forse se tutti noi artisti cominciassimo a guardare con più attenzione al rapporto tra natura e tecnologia ritroveremmo il Puteum aureo dell'arte contemporanea. Insomma l'opera mi da l'imput giusto :D Sto già sproloquiando. ehheheh :) Muy chevere!
brunomeneifilmaker 2 years ago
Grazie!! di cuore..
luigipagliarini 2 years ago
Me encanta! Nice job! :-)
Ecotronika 2 years ago
Gracias! :-)
luigipagliarini 2 years ago