Nightmares On Wax ★ Les Nuits

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Uploaded by on Oct 26, 2010

Dir: Maya Deren - The Very Eye of Night (1958)
Ho "usato" questa meravigliosa pellicola cercando di sincronizzarne il contenuto con tutto il rispetto di quel genio dell'autrice sostituendone la musica originale abbastanza offuscata con il brano dedicato alla notte dei nightmare on wax cosi' come anche questo meraviglioso filmato molto avanti per l'epoca (pensando che l'autrice abbia usato l'effetto del negativo), è ispirato all'anima della notte


All'inizio degli anni '40, usando parte dell'eredità paterna, Deren acquistò di seconda mano la sua prima cinepresa, una Bolex 16mm, che usò per girare il suo primo film, Meshes of the Afternoon (1943), da molti considerato il suo capolavoro, e una delle pellicole più influenti della storia del cinema statunitense. Nello stesso anno, Eleanora adottò il nome d'arte di Maya che Arthur Schopenhauer intendeva come illusivo binomio tra realtà e sua rappresentazione, vettori che percorrono trasversalmente la carriera dereniana. Il nome "Maya" si riferisce inoltre all'omonima divinità indù e alla madre del Buddha, in questo periodo i coniugi Hammid si avvicinano alla fede buddhista, la lettura del The tibetan book of Dead influenza molte delle scelte stilistiche di Meshes of the Afternoon come la famosa figura in nero con il volto di specchio che ellitticamente ritorna nel corso del film o la "doppia soggettiva" dello specchio con Sasha, è nota pratica buddhista di depersonalizzazione l'osservare il mondo attraverso la realtà filtrata dello specchio, ancora una volta realtà e sua rappresentazione, che così diventano vettori trasversali a tutta la carriera dereniana. Un nome decisamente metacinematografico. Hamid contribuì alla realizzazione di Meshes of the Afternoon, in cui recitò insieme alla stessa Deren. La loro unione durò solo alcuni anni. Hamid in seguito si sposò con Hella Hamon, un'amica comune della coppia, che aveva contribuito alla realizzazione del secondo film di Deren, At Land (1944).

Meshes of the Afternoon procurò alla sua autrice una certa notorietà presso i circoli dell'avanguardia newyorkese gravitanti intorno al Greenwich Village. In quegli anni Deren ebbe modo di conoscere e frequentare intellettuali come la scrittrice Anaïs Nin, l'artista Marcel Duchamp, il compositore John Cage e il filosofo Gregory Bateson, al quale si legò anche sentimentalmente per un breve periodo.
Nel corso degli anni cinquanta, tornata a New York, Deren prese a condurre una vita piuttosto precaria. Da un lato cominciò a organizzare performance di musiche e riti Vodun, spesso accompagnandole a proiezioni dei suoi film, o a conferenze sull'argomento; dall'altro continuò le sue ricerche filmiche sulla danza. Il risultato finale può essere considerato The Very Eye of Night, in cui la Deren profuse buona parte delle sue energie e convinzioni estetiche. Il film fu segnato da grosse difficoltà produttive (dovute in gran parte a carenza cronica di fondi) e fu completato solo nel 1955 (dopo circa 3 anni di lavorazione) e distribuito nel 1959.

Sempre negli anni cinquanta Deren ebbe modo di conoscere intellettuali come il poeta James Merrill e il giovane regista Stan Brakhage, che di Deren si è sempre considerato idealmente un discepolo. Nel 1952 Deren conobbe e si legò sentimentalmente al compositore giapponese Teiji Itō, figlio di una sua amica ballerina, più giovane di lei di 18 anni. Itō realizzò la colonna sonora di diversi suoi film, tra cui Meshes of the Afternoon. I due si sposarono infine nel 1960, dopo una lunga convivenza. Itō rimase al fianco della regista fino al suo letto di morte.

Deren morì nel 1961, a seguito di un'emorragia cerebrale. Si suppone che la causa principale della sua morte prematura sia stata l'aggravarsi dello stato di debilitazione in cui si trovava. Pare infatti che a causa delle privazioni economiche e delle difficoltà incontrate nella produzione dei suoi film, Deren versasse in una grave condizione di denutrizione e di prostrazione psicologica. Condizione aggravata dall'eccentrico comportamento della regista, in gran parte frutto delle sue credenze legate al Vodun, e dai cocktail di psicofarmaci e amfetamine di cui era diventata dipendente. C'è anche chi ha ipotizzato che la morte sia stata causata da una maledizione Vodun, ma questa tesi (sebbene la stessa Deren potrebbe trovarla credibile) ha oggi poco credito.
Il suo secondo film, At Land, fu realizzato nel 1944, sempre in 16mm. Le prime due pellicole di Deren sono caratterizzate da un uso poetico delle immagini, legate tra loro non secondo criteri (crono)logici, ma simbolici e associativi. In esse si può scorgere l'influsso degli autori del Surrealismo, come Luis Buñuel e Jean Cocteau.

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  • so beautiful!

  • fabulousness in every way

  • Thank you for this awakening video ;)

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