Ma come si fa a distinguere l'amore distruttivo destinato a finire da quello "destinico" portatore di gioia e duraturo? Il primo dice Nanetti è fondato sulla logica del bisogno, in esso si esercita una pretesa nei confronti dell'altro, lo si vuole cambiare, in un continuo sforzo per renderlo diverso da quello che è. L'amore duraturo è mosso invece dalla logica del desiderio, dove si accetta l'imprevedibilità della risposta dell'altro rendendolo così libero di essere se stesso, dove si vive l'esigenza di confrontarsi, di evoluzione, di costruzione di un progetto insieme senza appoggiarsi all'altro, dove si ha il coraggio di rivelarsi con le proprie fragilità, superando la paura dell'inadeguatezza. Quindi attenzione, avverte Nanetti, è fondamentale amarsi non solo per amare in modo sano l'altro ma anche per farsi amare. Passaggio importante è saper accettare la solitudine, non quella "subita" dove ci si svaluta e non ci si sente in grado di stare con un partner, ma quella "agita", dove ci si arricchisce, si conosce di più se stessi, ci si prepara a star meglio con l'altro. E soprattutto ricordarsi che in una relazione sana il partner lo si sceglie ma non lo si cambia.
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