Statuto espressivo del corpo. Corpo immobile, raggelato, bloccato da inquadrature che si abbandonano in regioni concettuali di matrice fotografica. Un corpo-soggetto/oggetto/linea guida attraversato e segnato da configurazioni allegoriche eroticamente spirituali in cui l'esercizio della visione si mescola -con formidabile disinvoltura- a quello puramente tecnico.
Luce che accarezza e penetra le cose suggerendo il sostrato zen dal quale sorge. L'attenzione verso la spiritualità del buddismo zen è difatti il fulcro del lavoro.
Ogni inquadratura, a ben vedere, equivale ad esperienze di trascendenza noumenica: le orchidee rappresentano la purezza e l'eros, i chiodi richiamano alla memoria il dolore dell'essere al mondo nel bene e nel male, l'effetto fumo del volto che guarda in estrema trasparenza percorre le tecniche di respirazione meditativa attraverso le quali volgere ad una coscienza/conoscenza superiore.
Uno spaccato mistico in cui la struttura elettronica si espande, si velocizza contestualizzando un fenomeno in cui ogni parte si fa necessario frammento del tutto.
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