La naturale intransigenza a non rinunciare alla figurazione, viene espressa dall'artista spagnolo con la necessità di collocarla entro uno spazio che si stacchi dalle apparenze reali. La figura viene cioè utilizzata da Ojea come elemento seriale di un ritmo che scandisce lo spazio pittorico a suggerire visioni surreali nelle quali i piani cromatici distinguono i rapporti emozionali dei valori assoluti delle forme. Le "sue" donne, dipinte con diversa intensità cromatica e luminosa su supporti di tela cosparsi di sabbia a creare un suggestivo effetto di pittura parietale, diventano percezione cosciente del valore autonomo della forma-colore assurto a rapporto dinamico tra segno e spazio... V. Esposito
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