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Cnat incontra Domenico Ciccioli - Petriolo MC 16-05-2010 [1 di 3]

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Uploaded by on Dec 29, 2010

INCONTRO CON DOMENICO CICCIOLI - PETRIOLO MC - 16 MAGGIO 2010 [VIDEO 1 DI 3]

Domenico Ciccioli racconta a Carlo Natali i quarant'anni di attività del gruppo spontaneo delle tradizioni popolari maceratesi "Pitrió' mmia" di Petriolo MC.

"[...] Eh sì, come Petriolo incatena il cuore di chi vi nasce o di chiunque abbia la possibilità di visitare le splendide colline della Val di Chienti, così il gruppo di autentici portatori della tradizione popolare marchigiana "Pitrió' mmia" incatena il cuore di chi abbia la fortuna di ascoltare la sua musica. Tra gli estimatori del gruppo si potrebbero citare più generazioni di appassionati, cultori e studiosi di musica popolare. Mi limito a ricordare un solo nome, quello del mio professore e compianto maestro Roberto Leydi che ogni qualvolta proponeva ai suoi studenti esempi di musica tradizionale marchigiana lo faceva utilizzando le registrazioni di Domenico e dei suoi colleghi.
Il gruppo di Petriolo infatti, fin dalla sua costituzione nel 1970, si è subito rivelato come il più rappresentativo delle Marche centrali grazie ad alcuni forti peculiarità che ancora oggi lo contraddistinguono.
Innanzitutto il repertorio veramente enciclopedico, che comprende tutte le possibili manifestazioni tradizionali del fare musica marchigiano. Oltre al saltarello, alla castellana, ai canti rituali di questua, ai canti narrativi e ai canti infantili, il gruppo si contraddistingue per la conoscenza e la pratica di vari generi di canti lirico-monostrofici veramente rappresentativi della civiltà contadina marchigiana. In particolare ha mantenuto vivi e ha fatto conoscere al pubblico della musica popolare i canti monodici che venivano eseguiti durante i lavori agricoli e soprattutto i canti polivocali, ovvero i canti a vatóccu (o a batóccu), definiti da Piero Arcangeli canti di sosta dal lavoro. E poi serenate, canti alla birbantesca, stornelli d'amore: il tutto rappresenta pienamente la nostra musica popolare marchigiana, quella che in una lettera al Ginobili il compositore maceratese Lino Liviabella definiva "l'iridata sorgente di lievissima freschezza che vince ogni polemica sull'arte per ricondurci nell'incanto inaspettato di stupite purezze". [...]"
[Roberto Lucanero - dalla presentazione del disco "Te penzo, me tte sogno, terra mia". 2010]

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