Lilì Marlè - Internati Militari Italiani

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Uploaded by on Oct 18, 2010

Oramai dopo aver cercato, trovato, ripreso e montato ed infine caricato sul web una decina di Memorie, mi pareva doveroso spiegare il perché della JastaXII. E miglior modo di raccontarlo è quello di fare un esempio pratico, quindi qui in breve la storia di Lilì Marlè.

Oramai da un paio di mesi conoscevo Enrico Gotti, giornalista della carta stampata, in pratica dal giorno in cui ci siamo ritrovati nel rifugio antiaereo di Palazzo Medioli - vedasi il microdocumentario "Parma - Rifugio n. 16 Medioli" : http://www.youtube.com/watch?v=an04Ph-l6hU - e ci venne in mente di pubblicare un articolo in occasione della Giornata della Memoria 2009. Argomento: gli Internati Militari Italiani e la notizia del conferimento ad una decina di parmensi delle Medaglie d'Onore.

Dopo un paio d'ore di chiacchierata, il pezzo era bello e pronto per la stampa, con la mia intima speranza che qualcuno si interessasse o rispondesse alla notizia.

Così il 27 Gennaio 2009, ricevetti la mia prima telefonata dal Dott. Salvatore Caroppo e di lì a poco lo incontrai di persona, per parlare del suo babbo e di tutte le carte da compilare per ottenere questo riconoscimento alla Memoria dell'Internamento Militare in Germania.

Nella scatola che conteneva la corrispondenza del Caporalmaggiore Rocco Caroppo, c'erano diversi moduli lettera e cartolina tedeschi, un piccolo libricino con i dati essenziali della vita nei Lager del Reich, e quattro paginette di quaderno risalenti al periodo della sua permanenza nei Centri di Raccolta Alleati, in attesa del rimpatrio in Italia.

Semplici fogli a righe, parole tratteggiate a matita, strofe consumate dal tempo e mute da oramai più di 65 anni. E quindi mi pareva giusto farle conoscere e risuonare ancora. In special modo questa ulteriore versione di Lilì Marleen, tutta incentrata sulla vita di prigionia.

Ritrovare, ma soprattutto far rivivere la canzone simbolo dei soldati della Seconda Guerra Mondiale significa rimostreggiare quei militari che scelsero il Lager piuttosto che la collaborazione col nazismo; insomma rimettere le stellette al bavero a chi, sulla carta e non nella realtà, fu trasformato prima in IMI e poi in "liberi lavoratori", asserviti all'industria tedesca.

Con la fortuna, in quei giorni, incrociai le ricerche del Maestro Francesco Lotoro, fondatore dell'Istituto internazionale di Letteratura musicale concentrazionaria di Barletta - http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Lotoro - volte alla compilazione dell'opera "KZ Musik", la raccolta più vasta ed esauriente della produzione musicale del mondo concentrazionario nazista.

E così siamo arrivati alla pubblicazione di questo piccolo canzoniere ed alla fine del filmato. Forse un piccolo contributo, ma che ha coinvolto mezza dozzina di persone che vivono e lavorano in diversi campi del Sapere sparsi nelle varie regioni d'Italia. Insomma attorno a queste carte si è riunita una piccola Jasta, una sparuta ma agile squadriglia di cavalleria dell'aria, o se volete arrivare nel II° Millennio, un social network.

Un ultimo suggerimento: leggete e diffondete, perché in questo caso più che mai se l'informazione gira, suona bene!

Si ringrazia il Signor Giovanni Nani. detto Gianni, di Fiorenzuola d'Arda per la sua fisarmonica. E la pazienza.

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  • Mio padre è un ex IMI ed ha ora 93 anni. Nel 2007 sono riuscito a pubblicare il suo libro di memorie scritte. Naturalmente a spese nostre, perchè solo chi ha avuto in famiglia tali esperienze interessa non dimenticare. Gli IMI sono testimoni scomodi e non hanno avuto sponsor politici nel dopoguerra. Poco si fa per ricordare il loro sacrificio. Almeno qualcuno gli dedica una canzone.

  • Un lavoro egregio e pregevole che rende onore a tanti militari italiani, spesso dimenticati.

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