Upload

Loading icon Loading...

This video is unavailable.

"A Maschira - U Scacciuni" La maschera tipica del carnevale cattafese

Sign in to YouTube

Sign in with your Google Account (YouTube, Google+, Gmail, Orkut, Picasa, or Chrome) to like Thpresti's video.

Sign in to YouTube

Sign in with your Google Account (YouTube, Google+, Gmail, Orkut, Picasa, or Chrome) to dislike Thpresti's video.

Sign in to YouTube

Sign in with your Google Account (YouTube, Google+, Gmail, Orkut, Picasa, or Chrome) to add Thpresti's video to your playlist.

Uploaded on Mar 11, 2011

IL CARNEVALE CATTAFESE "'A MASCHIRA"
A Cattafi il 12-18-19 febbraio 2012
A Cattafi, località sita nella provincia di Messina a San Filippo del Mela, in occasione del tradizionale carnevale "cattafese"sfilano gli "Scacciuni",
maschera tipica del luogo, che vuole rievocare la cacciata di un'orda di pirati saraceni da parte degli antichi abitanti del vecchio
casale di Cattafi.
http://www.carnevalecattafese.it
La Storia Pare che fosse il 1544 quando un'orda di turchi, con a capo Hjerdiss Barbarossa - ammiraglio di Solimano I - sbarcati "a Saja" (l'odierna frazione di Archi del comune di San Filippo del Mela ), prese la strada che conduceva al monte Makkarrùna, alla cui sommità sorgeva la fiorente città di Santa Lucia del Mela. Durante il cammino, saccheggi e devastazioni. Ma sulla via dell'antica strada "Cucugghiàta" (che ancora oggi collega Archi e Cattafi), un manipolo di contadini di Cattafi (anticamente:Ktèfiu o Catafiù), "armati" di soli attrezzi di lavoro, vanghe, tridenti, bastoni - a cui vennero in soccorso il barone Balsamo di Cattafi ed alcuni soldati a cavallo - respinse i turchi costrigendoli a riprendere la via del mare. La cruenta battaglia, che lasciò sul campo molte vittime da entrambe le parti si concluse con la supremazia dei Cattafesi, che riuscirono nell'impresa disperata di "scacciare" gli invasori turchi. Da quel momento - si racconta - prese a usarsi il termine "SCACCIUNI" teso ad indicare, appunto, l'uomo coraggioso, il paladino della giustizia. In segno scaramantico, per buona sorte forse, i vincitori presero ad indossare, in determinate occasione, i costumi dei vinti. Si trattava di curiosissimi abiti variopinti costituiti da un gonnellino di stoffa pregiata indossato a ridosso di un pantalone corto, portato sopra il ginocchio, dello stesso tipo di stoffa, orlato da ricami di grande pregio; una camicia (perlopiù bianca) sulla quale incrociavano nastri multicolori; scarpe, lunghe calze e guanti bianchi. Ma il particolare più interessante era costituito dal copricapo: un lunghissimo cappello a forma di cono, alto ben oltre il metro, dotato di un'anima di canna ricoperta di stoffa pregiata, ornato di pietre preziose, dalla cui sommità si dipannavano una miriade di lunghi nastri colorati.
Si ricorda che gli "Scacciuna" fecero le loro prime apparizioni durante le feste di paese. In tali occasioni ad indossare il caratteristico costume erano i cosidetti "Capibastùni" ossia una sorta di piccolo boss di quartierre, i quali, forse in questo modo, usavano fare sfoggio di unicità. La tradizione vuole che gli "Scacciuna" usassero accompagnare all'altare le giovane spose, a garanzia delle loro illibatezza e, sicuramente, in segno di "protezione". Addirittura, si narra che scoraggiassero - con metodi invero poco urbani - finanche i tentativìdei giovanotti provenienti dai paesi vicini, tesia conoscere le ragazze cattafesi le quali, a quei tempi, pare dovessero trovare marito solo tra i compaesani. Altra versione vuole, invece, che fossero proprio gli "Scacciùna" a fare da garanti nei confronti dei giovani forestieri che capitavano a Cattafi in cerca di ragazze da marito. Fece così la sua comparsa, tra le mani dello "Scacciùni" un particolare inedito: "'U nèrbu di vitèddu". Si trattava di una vera e propria arma di difesa-offesa costituita dal prolungamento interno del pene di vitello che essiccato, attorcigliato e "trattato a sale" diventava un micidiale frustino. "'U nerbu" era, all'epoca, spesso usato in diverse famiglie, dai genitori, quale metodo punitivo nei confronti dei figli disubbidienti; addirittura questo arnese veniva posto, sovente, in bella vista - appeso al muro - quale deterrente volto a scoraggiare sul nascere azioni poco gradite al padre. Adesso ogni anno, nel giorno di Carnevale, questa figura unica nel suo genere, come per incanto fa la sua apparizione per le strade del paese, spina dorsale di una pantomina antichissima le cui origini si perdono indietro nei secoli:

"'A Maschira" . Giovanni Ragno (scacciùni classe 1950) dichiara "Mio Padre Domenico mi diceva che suo nonno Peppe Picciò - nato nel 1875 - partecipava "'A Maschira" e che quest'ultimo gli raccontava che anche suo nonno vi aveva partecipato". Viene documentato, in questo modo, che 'a Maschira si realizzava già nella prima metà del 1700 ma vi è ragione di credere che la Maschera Cattafese, e con essa il Carnevale Cattafese, abbia origini più antiche.

Loading icon Loading...

Loading icon Loading...

Loading icon Loading...

Loading icon Loading...

Ratings have been disabled for this video.
Rating is available when the video has been rented.
This feature is not available right now. Please try again later.

Loading icon Loading...

Loading...
Working...
Sign in to add this to Watch Later

Add to