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SEQUESTRO SAVINA CAYLYN E ROSALIA D'AMATO: DOMANI MANIFESTAZIONE A ROMA

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Uploaded by on Sep 6, 2011

di Gennaro Savio
Sono ormai circa sette mesi che nel Corno d'Africa sono state sequestrate le navi "Savina Caylyn" e "Rosalia D'Amato" dove, tra decine di marittimi italiani e stranieri rapiti e tenuti prigionieri sotto il tiro delle armi, ci sono Enzo, Giuseppe, Gennaro e Vincenzo, i quattro cittadini di Procida che pur di guadagnarsi da vivere onestamente, assieme ai loro colleghi rischiano quotidianamente la vita lontano dalla propria Isola e dai propri affetti girando il mondo in lungo e in largo. Dinanzi al perdurare di questo assurdo dramma che continua nonostante le allarmanti notizie che giungono proprio dalla "Savina Caylyn" dove i marittimi sequestrati, costretti a vivere in condizioni igienico-sanitarie terrificanti e disumane, sono allo strenuo delle forze e dopo le grandi manifestazioni di protesta tenutesi sull'isola di Graziella per denunciare in merito l'immobilismo delle Istituzioni preposte e per chiedere con forza l'immediato rilascio dei nostri concittadini, la protesta ora si sposta a Roma. Infatti è stata indetta per domani mattina mercoledì 7 settembre 2011 a partire dalle ore 9.30 in piazza Monte Citorio, dinanzi all'ingresso della Camera dei Deputati, un presidio di protesta affinché Governo e Parlamento si mobilitino da subito per restituire incolumi alle proprie famiglie tutti i lavoratori sequestrati dai pirati somali. Una manifestazione alla quale parteciperanno manifestanti provenienti da varie città italiane che nel Corno d'Africa vedono coinvolti nei sequestri amici e parenti. In modo particolare migliaia di persone giungeranno a Roma, oltre che da Procida, anche da Piano di Sorrento, da Gaeta, da Trieste e da altre città italiane costiere. Prevista anche la presenza di una delegazione di cittadini proveniente dall'isola d'Ischia.E' davvero incredibile come in Italia, nonostante i nostri concittadini a bordo delle navi sequestrate rischino giornalmente e da parecchi mesi la vita con i mitra puntati alla testa dai pirati somali, il Governo e il Parlamento si sono abbandonati ad un immobilismo istituzionale che sta letteralmente esasperando i familiari dei rapiti che annunciano manifestazioni di protesta a catena se l'assurdo dramma che li vede coinvolti dovesse ancora protrarsi. L'altra anomalia che gira intorno a questa triste vicenda, è l'assordante silenzio dei mass-media e delle televisioni nazionali che hanno letteralmente calato il black-out su un sequestro che vede coinvolti umili e onesti lavoratori del mare che potrebbero essere ammazzati da un momento all'altro. Evidentemente nell'Italia del bunga, bunga valgono molto di più i reality e i tolke-show che non la vita dei lavoratori. Quella di domani è una manifestazione molto importante che cade, tra l'altro, in una fase molto delicata del sequestro come dimostra l'allarme e drammatico messaggio lanciato l'8 agosto scorso dal Comandante Giuseppe Lubrano Lavadera dalla "Savina Caylyn" attraverso il Quotidiano on line "LiberoReporter". In effetti lo Stato è chiamato ad intervenire con sollecitudine, prima che sia troppo tardi. Non c'è da aggiungere altro.

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