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A.R. - Roberto Vecchioni

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Uploaded by on Nov 30, 2008

La miseria di una stanza a Londra
le fumerie di Soho:
già grande si buttava via.
E sua madre nel fienile, nel ricordo:
vecchia, scassata borghesia.
Ribaltare le parole, invertire il senso
fino allo sputo,
cercando un'altra poesia.
E Verlaine che gli sparava e gli gridava:
"Non lasciarmi, no,
non lasciarmi, vita mia..."
E nave, porca nave vai
la gamba mi fa male, dài
le luci di Marsiglia non arrivan mai.
"Un hydrolat lacrimal lave
les cieux vert-chou, les cieux vert-chou
sous l'arbre tendronnier qui bave vous cautchous"...
Portoghesi, inglesi e tanti altri uccelli di rapina
scelse per compagnia;
quella voglia di annientarsi, di non darsi,
e basta, basta poesia;
e volersi far male al punto di finire, lui,
mercante d'armi
fra l'Egitto e la follia,
e una negra grande come un ospedale
da aspettare
e poi la gamba e l'agonia.
E nave, porca nave vai,
fa freddo e manca poco, dài,
le luci di Marsiglia non arrivan mai.
Ho visto tutto e cosa so?
ho rinunciato, ho detto "no",
ricordo a malapena quale nome ho:
Arthur Rimbaud, Arthur Rimbaud,
Arthur Rimbaud...

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All Comments (7)

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  • quando inizi a vedere le luci di marsiglia....sei all inizio ma anche alla fine consapevolizzi e aspetti ma sei conteto e un po rassegnato della vita

  • Quella voglia di annientarsi e di non darsi e basta,basta poesia.

  • grandissime verità...bravo professore!!!

  • Al diavolo mi incazzo sempre, ho invidia, piango, sono come Vasco Rossi, morto troppe volte per morire. Come Steinbeck, che leggevo, rendo eroiche le figure meschine, struggenti e leggo la fine, la meravigliosa fine che fa di me un predestinato, una merda da collezione, un uomo che cammina con l'ombra di Rimbaud, un ateo che vede Gesu, uno che ama ancora, riamato nonostante tutto perchè esprimo genuinità, l'allegra e malinconica allure che possiedono gli immortali perchè già morti.

  • Ar è una canzone struggente, cantata e suonata da Dio, che parla di Dio, appunto Rimbaud, l'unico vero genio del millennio trascorso a parte Mozart e Wagner, a mio parere. Un Vecchioni al meglio della sua forma, cmq immarcescibile, che decanta il poeta più maledetto e glorificato, perchè morto giovane, della storia

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