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Il partigiano Pert detto Pertini (2/6)

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Uploaded by on Dec 25, 2008

Il Presidente più amato dagli italiani
Sandro Pertini, partigiano e Presidente

Alessandro Pertini nasce a Stella, in provincia di Savona, il 25 settembre 1896. Compie i suoi studi presso il collegio dei salesiani e poi al liceo Chiabrera di Savona. Nel 1917 partecipa, in prima linea sul fronte dellIsonzo, alla Prima guerra mondiale. Nel 1918 si iscrive al PSI. Si laurea in Giurisprudenza a Genova (in seguito conseguirà anche una seconda laurea in Scienze Politiche a Firenze), intraprende la professione forense a Savona dove riceve la prima condanna: otto mesi di carcere per la sua attività politica (ha pubblicato, a sue spese, un opuscolo da titolo Sotto il barbaro dominio fascista); poi, nel 1926 il Tribunale Speciale lo condanna a cinque anni di confino. Sottrattosi alla cattura, si rifugia a Milano, dove organizza con Parri e Carlo Rosselli l'espatrio del maestro socialista riformista Filippo Turati. Va in esilio in Francia. Tornato in Italia nel 1929, viene nuovamente arrestato, processato dal tribunale speciale per la difesa dello Stato e condannato a 11 anni di reclusione.

Nel 1931 incontra nel carcere di Turi Antonio Gramsci, al quale si lega di fraterna amicizia. Pertini si adopera perché cessino le vessazioni su Gramsci da parte dei carcerieri (ogni volta che si addormentava veniva svegliato dal rumore dei manganelli che quelli facevano scorrere sulle sbarre) e perché gli siano dati quaderni e matite. Da Turi Pertini passa al carcere di Pianosa, dove si ammala molto gravemente.

Tutte le sue condanne sono per idee e atti antifascisti. Nel 1933, quando sua madre inoltra una domanda di grazia, Pertini la rifiuta con queste motivazioni:
Non mi associo a simile domanda perché sento che macchierei la mia fede politica che, più di ogni cosa, della mia vita stessa, mi preme.

Scontati i primi sette anni di reclusione, viene assegnato per otto anni al confino. Nella sua prima destinazione, Ponza, incontra molti comunisti: Terracini, Secchia, Camilla Ravera, Giorgio Amendola e altri. Da Ponza, poi, viene trasferito a Ventotene. Torna libero nell'agosto 1943, un mese dopo la caduta del fascismo, ed entra a far parte del primo esecutivo del Partito Socialista. Catturato dalle SS, viene condannato a morte, ma nel 1944 riesce ad evadere dal carcere insieme a Giuseppe Saragat, e raggiunge Milano dove assume la carica di segretario del Partito Socialista nei territori occupati dal Tedeschi e dirige la lotta partigiana. È uno dei capi della sollevazione popolare del 25 aprile 1945.
Il 26 aprile partecipa ad un comizio a Piazza Duomo; nello stesso momento suo fratello Eugenio muore nel campo di concentramento di Flossemburg. Poco dopo Pertini parla da Radio Milano libera e annuncia la fine della guerra.

Pietro Nenni scrive sullAvanti:
Negli ultimi anni la storia di Alessandro Pertini si conforma con quella dellantifascismo clandestino e ne costituisce una delle pagine più belle. Centinaia di giovani socialisti rispondono al suo appello, si formano alla sua scuola. Questo è luomo eloquente, appassionato, nervoso, divorato da un amore smisurato: lamore per la libertà e per il socialismo.

A questi tempi risale lincontro con Carla Voltolina, staffetta partigiana, che poi sposa nel giugno del 1946. Nel 1945 viene eletto Segretario del Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria, e deputato all'Assemblea Costituente. Dal 1945 al 1946 è Direttore de "L'Avanti, nel 1948 è Senatore della Repubblica. Dopo ventanni di intensa attività politica nel partito e in Parlamento (di cui è ininterrottamente membro per sei legislature) viene eletto eletto Presidente della Camera nel 1968 e nel 1972.

L8 luglio del 1978, al 16° scrutinio, con 832 voti favorevoli su 995 votanti, Sandro Pertini viene eletto al Quirinale: è il settimo Presidente dellItalia repubblicana.
Dopo la fine del suo settennato, nel 1985, è eletto senatore a vita.
Muore a Roma il 24 febbraio 1990.

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=356

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News & Politics

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Top Comments

  • e oggi abbiamo il presidente del consiglio.......della P2..

  • Non è affatto criminale aver ammazzato fascisti, camice nere , picchiatori e via dicendo: insomma il vostro dna di vigliacchi assassini.

    Onore e gloria ai Partigiani. Viva l'Italia liberata, viva la Costituzione antifascista.

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All Comments (25)

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  • @issnews

    Cosa?

  • @zoccla

    La storia delle chiacchere.

    In ogni caso anche in guerra esiste un codice d'onore, ma Pertini, i gappisti, chi ordinava e chi eseguiva bombardamenti su scuole, ospedali, case, quelli non sanno manco cosa significa onore.

    Per chiarire: io non sono fascista e nemmeno anticomunista, ho relegato queste due categorie alla storia insieme a tutto il novecento.

  • ma quekka merda di andreortti quando more?

  • Andreotti riesce sempre a dimostrarsi viscido come un serpente. Si è tenuto il cameriere piduista perchè gli stirava bene i calzoni... ma vaffanculo va!

  • @zoccla

    Lasciamo perdere che è meglio.

  • @TiochfaidArLa La Ferida è stata fucilata per la sua posizizone dubbia, in quanto legata a Valenti.In tempo di pace sarebbe ignobile, ma in guerra è comprensibile. L'idea romantica dell'uomo che segue l'ideale è bellissima, tuttavia quell'ideale ,non nascondiamo, ha la responsabilità di milioni di morti, piu' un ventennio di persecuzioni (per L'italia)

  • @TiochfaidArLa Io non sono di sinistra, se pensi che sia strabico da quella parte.Io da orgoglioso "destrorso" rivendico che la storia della Destra italiana non sia monopolio ne' del fascismo, ne' dei missini,io credo fermamente che le peggiori azioni siano state compiute dai nazi-fascisti e non dai partigiani (che pur qualcosa devono rimproverarsi).valenti non doveva morire per la scelta, ma per le azioni del suo gruppo si'.

  • @zoccla Ed infine: come fai ancora a pensare che un uomo che fa ammazzare una donna incinta di otto mesi (e mi limito a questo) soltanto perchè ella crede in un ideale che lui odia sia un esempio da seguire e un simbolo da rimpiangere e non invece un criminale da condannare senza se e senza ma?

  • @zoccla

    Io ti rispetto per le tue idee. Io avrei aderito alla Repubblica Sociale. Credi davvero che la storia scritta da chi ha vinto (che non sono quelli che pensi tu, quelli sono soltanto quelli che appaiono) sia pura e semplice verità o che lo sia la gran parte di essa? credi davvero che le atrocità siano state prevalenti da un lato piuttosto che da un altro? credi davvero che Valenti dovesse morire senza processo perchè aveva scelto consapevolmente e con la quasi certezza di finire male?

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