«D'acqua», una canzone assai bella, di Selo-Ziccardi-Cincotti, tratta dall'album «Ninna nanna senza nome» di Gianni Lamagna. Un'interpretazione che e-voca, con-voca e pro-voca e che ho cercato di tradurre in immagini che non disturbassero troppo la poesia del testo e della musica ma che, al contempo, facessero pensare e riflettere su alcuni passaggi significativi come lespressione «si fece beffa del vento e volle navigare» contrapposta a quel «lontano dal mare» ma che, nellincrociarsi del tango e della luna da un lato, e del ventre e della bocca dallaltra, si fa condivisione del dolore del mondo. E lumanità, così, cammina tra sabbia e mare, asciutto e bagnato, restando sulla soglia, «in limine»
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