Cinzia Villari legge
Musica Federico Di Maio
Luigi Mercantini
La spigolatrice di Sapri
Eran trecento, eran giovani e forti,
e sono morti!
Me ne andavo al mattino a spigolare
quando ho visto una barca in mezzo al mare:
Era una barca che andava a vapore,
e alzava una bandiera tricolore.
All'isola di Ponza si è fermata,
è' stata un poco e poi si è ritornata;
s'è ritornata ed è venuta a terra;
sceser con l'armi, e a noi non fecer guerra.
Eran trecento, eran giovani e forti,
e sono morti!
Sceser con l'armi, e a noi non fecer guerra,
ma s'inchinaron per baciar la terra.
Ad uno ad uno li guardai nel viso:
tutti avevano una lacrima e un sorriso.
Li disser ladri usciti dalle tane:
ma non portaron via nemmeno un pane;
e li sentii mandare un solo grido:
siam venuti a morir pel patrio lido.
Eran trecento, eran giovani e forti,
e sono morti!
Con gli occhi azzurri e coi capelli d'oro
un giovin camminava innanzi a loro.
Mi feci ardita, e, presol per la mano,
gli chiesi: dove vai, bel capitano?
Guardommi e mi rispose: o mia sorella,
vado a morir per la mia patria bella.
Io mi sentii tremare tutto il core,
né potei dirgli: v'aiuti 'l Signore!
Eran trecento, eran giovani e forti,
e sono morti!
Quel giorno mi scordai di spigolare,
e dietro a loro mi misi ad andare:
due volte si scontrar con li gendarmi,
e l'una e l'altra li spogliar dell'armi.
Ma quando fur della Certosa ai muri,
s'udiron a suonar trombe e tamburi,
e tra 'l fumo e gli spari e le scintille
piombaron loro addosso più di mille.
Eran trecento, eran giovani e forti,
e sono morti!
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