7/10 - WITTGENSTEIN-NOTE AL RAMO D'ORO DI FRAZER 11/12/96

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Uploaded by on Jan 3, 2010

Esiste la mia verità? Si può fondare la matematica sulla logica come voleva Kierkegaard? Si può dire che la scienza fa conoscere il vero? Psicoanalisi e scienza. Conoscenza e produzione del soggetto. Cosa significa struttura e sovrastruttura? Conoscenza e mistificazione della scuola. Einstein. Regole della conoscenza come prodotto della società in cui viviamo. Perché è importante guardare la TV?

E questo è importante perché buona parte della nostra cultura ha letto Frazer sulla base delle note di Wittgenstein ma non leggendo il testo di Frazer. Allora si sono andate diffondendo alcune fregnacce :voi lo sapete, ne abbiamo sentito parlare mille volte: lo scientismo positivista. Sono stronzate. Se uno va a leggere i testi vede che i positivisti erano generalmente delle persone estremamente serie che avevano un senso molto denso della complessità della scienza e che lo scientismo è una cosa seria, appena uno capisca di che si tratta. Voi sapete, siccome si tratta in definitiva di una concezione della scienza che ha a modello la fisica-matematica, voi capite bene che non è alla portata di tutti capire di che si tratta; meno che mai dei giornalisti de Il Manifesto. Allora, bisogna andarci piano. Qui bisogna capire di logica-matematica, di fisica-matematica ecc. ecc. Poi, si può criticare lo scientismo, va bene, però devi passare attraverso questo. Pigliamo quindi Frazer come una sorta di pretesto che Wittgenstein si da per tirar fuori alcune sue idee. Unidea centrale è questa: che cosa vuol dire spiegare?, in che senso descrivere è cosa diverse da spiegare? e che rapporto esiste tra descrivere e spiegare?. Il problema è grossissimo e ha moltissime implicazioni. Voi sapete perfettamente che nel linguaggio quotidiano, negli articoli di giornale, la televisione ecc., si usa, poniamo, con molta credenza lespressione come libertà o democrazia ecc. Ed è interessante che ovviamente quando lo si usa nessuno spiega di che si sta parlando, dando però per scontato che tutti si capiscano quando viene usato un termine come libertà o democrazia. Allora, la comune persona che partecipa alla conversazione comune, non ha il sospetto che intorno a democrazia e libertà esistono quintali di riflessioni, di interpretazioni diverse, e che quindi in realtà è un problema sapere che cosa si sta dicendo quando si dice democrazia.




Un elemento fondamentale nella posizione di Wittgenstein è questo: per comprendere il senso delle parole che noi usiamo, noi dobbiamo fare attenzione al contesto in cui queste parole vengono usate, ma non solo al contesto linguistico: per es. democrazia sta allinterno di una frase in cui appaiono altre parole. Questo insieme di parole serve ad illuminare il significato di ogni singolo termine. Non è solo questo, perché comunicare vuol dire un sacco di faccende. Vuol dire certamente usare delle parole, ma per es. anche usare dei gesti.
Immaginiamo che io abbia mal di denti. Dico mal di denti perché è lesempio tipico che fa Wittgenstein. Io posso comunicare il mio dolore, battendo i pugni sul tavolo, con vari mugolii, o dicendo, la frase tipica: solo io so quello che sto soffrendo. Sono forme di comunicazione, sono forme di linguaggio. Il linguaggio non è solo la parola, è anche il gesto. Allora quando si dice linguaggio, si deve intendere qualche cosa in cui cè la parola, ma ci sono anche altre cose. Quando si fanno certi gesti, per esprimere delle idee, per comunicare le impressioni, le emozioni ecc., in qualche modo quelle emozioni vengono anche definite. Se di fronte a una tragedia per es. il napoletano, fate conto, dice fottetenne, non sta dicendo esattamente fottetenne ma sta esprimendo una maniera di valutare la vita. In questo senso è importante capire che il linguaggio è intimamente legato a una maniera di vivere. Allora, non solo il linguaggio è fatto anche da parole, ma anche da gesti, da gridi, dal mugolio quando ho il mal di denti, ma è intimamente legato a giudizi sul mondo. È un modo di dare senso allesperienza.

Stefano Garroni primo ricercatore CNR docente di filosofia la Sapienza università di Roma: collettivo di formazione marxista Maurizio Franceschini. Per partecipare ai collettivi o per avere i file audio integrali, o informazioni di ogni genere o anche segnalazioni per eventuali errori nelle descrizioni degli argomenti è possibile contattarmi

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