Amore ai tempi dell'Ikea, secondo ep de Lo Stato Sociale, sancisce la loro uscita definitiva dal mondo della produzione low-fi pur salvando quell'attitudine punk che da sempre costituisce il mordente delle loro canzonette indie. L'ep costituisce un capitolo di passaggio tra il fortunato esordio Welfare Pop e la prima fatica sulla lunga distanza, ovvero il disco del debutto in uscita in autunno sempre per Garrincha Dischi.
Ai beat pulsanti di cassa e basso 4 to the floor e al recitar cantando di testi che non si fanno dimenticare si aggiungono per la prima volta sezioni di archi e fiati, percussioni, chitarre acustiche e claps. Germoglia così attorno alla formula base del tormentone electropop una flora di suoni colorati, di temi che rimangono in testa e di stacchi che muovono i piedi. Preziose in questo senso sono state le collaborazioni di Elia Dalla Casa (Le-li), Nicola Manzan (Bologna Violenta, il Teatro degli Orrori) e Marcello Petruzzi (33 ore). La produzione è affidata a Matteo Romagnoli (4fioriperzoe, Le-li) e Francesco Brini (Pinktronix, Swayzak).
Ad aprire il disco ci pensa il singolo Amore ai tempi dell'ikea, già da inedito vero e proprio cavallo di battaglia nei live. Su un letto soffice da ballade elettronica al tempo stesso muoviculo e strappamutande si distende una esilarante parodia dei rapporti amorosi o quasi di questo strano supermercato dei sentimenti che è la società capitalistica ("non ti amo però/forse ti cercherò/quando avrò bisogno di una scatola). Se la fuga dai rapporti è l'istinto che guida il primo brano l'inseguimento è ciò che sta alla base di Anche la Stasi aveva un cuore, trascinante tormentone skatronico che racconta l'amore orwelliano di un agente Stasi per una donna che ha il compito di sorvegliare in incognito. Un amore attraverso lo specchio, un amore per un'idea.
Brutale, la terza traccia, è uno dei primissimi pezzi composti dalla band, è rap che si mescola al punk, suonato con la strafottenza del'ultima ondata electroclash. Una canzone scritta all'età di 15 anni e ripresa per l'occasione. Chiude il disco Escapista, secondo brano di una trilogia che comprende l'apatico, pezzo d'apertura di Welfare Pop e Elastico, tuttora inedito. Il brano più vicino alla natura intima del gruppo. Il testo complesso ma non cervellotico, evocativo di un bisogno autentico di scappare, non adolescenziale ma maturo, non si preoccupa di farsi capire in tutto e per tutto. Le influenze underworldiane di Alberto Guidetti si esprimono del tutto, come pure il basso di Alberto Cazzola si da la libertà di gettarsi in un groove funk, mentre Lodo Guenzi, che di mestiere è un attore, semplicemente, recita. Amore ai tempi dell'ikea diventa così un piccolo concept sulla complessità dei rapporti, con se stessi o con la società, esorcizzata dal gusto per la comicità surreale e la voglia di far ballare la gente.
la copertina è bellissima...!
locoslowmotion 5 months ago
..marcio silenzioso verso la mia meta...
Guccinif 9 months ago