fatte in questi anni, ma sicuramente si sente in dovere di elencare una sorta di mal funzionamento delle Istituzioni competenti alla prevenzione ed alla salvaguardia del territorio, mettendo in grave rischio la salute ed il benessere di tutta la popolazione.Ripetutamente la polazione dell'intera area si è vista protagonista passiva di quello che succedeva a livello ambientale, dopo l'evento catastrofico del sisma 23/11/1980, noi Cittadini siamo stati i testimoni - e purtroppo lo siamo tutt'ora - di un disastro ambientale,
a nostro avviso senza precedenti, in un contesto dove non hanno mai avuto inizio né la prevenzione per le malattie correlate né il risanamento ambientale.- Al fine di effettuare una corretta ricostruzione di quello che succede sul territorio locale, nella qualità di Presidente della citata Associazione, sento il dovere di ricordare che nelle aree industriali realizzate con fondi ex 219 art. 22, nella zona ricompresa fra i comuni di Lioni - Nusco S. Angelo dei Lombardi
[sita tra 4 sorgenti non captate, tre allevamenti di "bovini, equini ed ovini"; il fiume
Ofanto ed le montagne del Parco dei Monti Picentini
] sono presenti n. 6 aziende
metalmeccaniche
, tra cui una con altiforni "RIFOMETAL" per la produzione di alluminio fuso ,che a sua volta va a confluire nella "ALMEC", specializzata nella presso fusioni, nonché due aziende alimentari "SAM", che operano nel settore della preparazione e stagionatura dei prosciutti , la "VICENZI", che opera nel settore della preparazione di merendine; n. quattro aziende chimiche tra cui la "LITEENERGY" che produce batterie per auto; la A-TECNOLOGY che opera nel settore della lavorazione di vetro resine e carbonio; la COSISTEM e ITALRESINE. A ciò si aggiunga che quattro aziende fallite sono state lasciate in pieno degrado e totale abbandono.
- Questo nucleo industriale già negli anni scorsi è stato oggetto di alcune ordinanze per inquinamento ambientali da parte del Comune di Nusco (AV).
Dopo il fallimento della soc. IATO - "Industria automobilistica torinese officine", il nuovissimo capannone industriale destinato alla società fallita fu sottoposto ad una sorta di "bonifica parziale", negli anni '90, per aver riscontrato rifiuti tossici provenienti da scarto di lavorazione per batterie auto. Tale bonifica è stata solo parziale perché il nucleo della materia inquinante era stata posta sotto il capannone, quindi mentre lo stavano realizzando, con poca soluzione al problema.- Non per ultimo, nel mese di ottobre del 2005 il comune di Nusco , dopo l'ordinanza dell'ARPAC, si vide costretto di nuovo ad emettere una nuova ordinanza dove non solo vietava la coltivazione ed il pascolo per tutta are di 500 metri, ma invitava altresì la RIFOMETAL a ridurre le emissioni di polveri sottili nell'area, per via dei depositi di polvere di alluminio e per il mal funzionamento degli alti forni; e, dopo circa due anni, nel mese di aprile 2007, ad emettere una nuova ordinanza, a causa di una esplosione di uno dei tre altiforni in dotazione, sospendere per la messa sicurezza dello stesso stabilimento.- Molte, in questa circostanza, le dichiarazioni fatte, ma quella che più ci preoccupa, è quella apparsa sul "Corriere Irpino ", ubblicato subito dopo l'accaduto, laddove fu lo stesso sindaco di Nusco
a parlare di "scarti di alluminio riciclato provenienti dalla Bosnia ex Jugoslavia". Questo purtroppo è soltanto una delle problematiche che teniamo a cuore.
- Poi c'è il Fiume Ofanto
. Ormai dichiarato dall' ARPAC "chimicamente morto", per un forte contenuto di agenti chimici che, a sua volta ha costretto la Provincia di Avellino ad emettere ordinanza di divieto assoluto per approvvigionamento idrico per l'agricoltura e allevamenti ittici presenti sulla zona. Molti parlano dello scarico di "percolato" provenienti da discariche di rifiuti urbani che confluiscono nei depuratori dell'area industriale, non idonei né tantomeno sufficienti per le quantità che vengono conferite.- C'è ancora la questione del "depuratore comunale", che in questi ultimi anni è sotto l'attenzione della Procura della Repubblica di S. Angelo dei Lombardi per il mancato funzionamento, immettendo direttamente a valle nel fiume Ofanto , che dopo pochi km incontra l'invaso, costituente l'Oasi WWF di Conza della Campania (AV).
- Ma a rendere lo scenario ancora più apocalittico concorrono le cave, ormai divenute squarci visibili con ilevamento satellitare a circa 10 km. di altitudine.Si consideri, inoltre, che tutta l'area del territorio di Lioni ha dovuto sopportare i lavori di smantellamento di circa 1500 prefabbricati, contenenti "amianto". Non sappiamo se sono state utilizzate sempre le corrette procedure dismantellamento.territorio Irpino o comunque nei pressi dell'invaso di Conza della Campania già conosciuta dalle autorità locali per moria di pesci .Con al speranza che ci siano quanto prima fornite le risposte che meritano tali allarmanti quesiti,
ieri 24/01/2010 la guardia di finanzia pone sotto sequestro parte dell'area visibile sul video .Dopo circa un anno
1PICAMEN 2 years ago