Il ricordo di Silvia Ruotolo da parte della figlia.
Napoli, 21 marzo 2009
Libera contro le mafie
Eravamo 150.000 e saremo sempre di più!
Era l'undici giugno 1997.
Silvia Ruotolo, 39 anni, stava tornando nella sua casa di salita Arenella, al Vomero, dopo aver preso a scuola il figlio Francesco, di cinque anni.
Alessandra, la sua bimba di dieci anni, la guardava dal balcone, come ogni mattina.
In un momento l'inferno: qualcuno sparò allimpazzata.
L'obiettivo era Salvatore Raimondi, affiliato al clan Cimmino, avversario del clan Alfieri. Quaranta proiettili volarono dappertutto, ferendo un ragazzo e uccidendo sul colpo Silvia: una madre modello, di un "quartiere bene", cadeva vittima di una guerra di Camorra.
ESITI DEL PROCESSO
L' 11 febbraio 2001 la quattordicesima sezione della Corte dAssise di Napoli condannò allergastolo i responsabili della strage: il boss Giovanni Alfano, Vincenzo Cacace e Mario Cerbone.
ASSOCIAZIONE
Il Comitato Silvia Ruotolo, presieduto da Lorenzo Clemente, marito di Silvia, è estremamente attivo nell'impegno per la legalità e contro la Camorra.
Ciao,io credo che il commento più azzeccato sia quello su uno striscione portato dai parenti delle vittime delle mafie"La camorra non conta niente".
Un saluto solidale, Antonio
52picchio 2 years ago