Intervista a Giulio Paulis

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Uploaded by on May 20, 2008

Intervista al Prof. Giulio Paulis in occasione dell'inaugurazione del corso di formazione in lingua sarda
per il personale dell'Università di Cagliari

Cagliari - 19 Maggio 2008

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Education

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Top Comments

  • amico mio lei e' un vero caso patologico...ah ah ah

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All Comments (18)

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  • Su problema est, peroe, ca pro unu populu serbit feti una limba... su sardu pro supravvivere diat a dèppere sustituire sa limba italiana foeddada in Sardinia... is sardos depent connoscere s'italianu, ke a is atras limbas istranjas, ma in domo issoru, in sa terra issoru, diant a dèppere kistionare sceti in sa limba natzionale: su sardu. A si nunca, issa at a si sparessere, ca no est possibile umpreare duas limbas pro kistionare inter nos.

  • A kini narat ca in sardu no se podit foeddare de cosas tecnicas, naro ca naturalmente is neologismos de su sardu deribant de atras limbas, in particulare de sas neolatinas... Ma custu est normale!

    Su toscanu puru pigait is foeddos dottos de latinu e grecu prima, e de su francesu a pustis... su sardu podit faere su propriu. (sigit in su commentu prossimu...)

  • @aggadym (terza parte)

    Sono cose ovvie, banali addirittura, ma perchè nessuno ha il coraggio di dirlo a chiare lettere che l'Italia non è una nazione? che male ci sarebbe a definirla per ciò che è? (Un'unione). Forse si ha paura che si disintegri? forse la storia raccontata per ciò che è stata davvero è troppo atroce da accettare? forse ammettere che il Nord, grazie al fatto che il Piemonte aveva un suo stato libero dalle influenze straniere, ha colonizzato il Sud è inammissibile?

  • @aggadym Non si festeggerà neppure la nazione italiana, perchè lo Stato italiano è multinazionale: è un'unione di nazioni sorelle, rese coese dalla diffusione di una grande lingua di cultura: la variante letteraria del Toscano. Le altre lingue parlate in Italia, che non derivano dell'Italiano o suoi imbastardimenti, sono state condannate all'estinzione e ciò non è per niente democratico. Pensate se venisse imposta una lingua mondiale (magari l'inglese) e l'italiano ci venisse proibito!

  • Nel 2011 si festeggerà il 150° anniversario della formazione dello Stato Italiano; non si festeggerà l'Unità d'Italia, dato che lo Stato italiano non occupa tutta la regione geografica italiana (mancano: Corsica, Nizzardo, Valle del Ticino, Istria, San Marino, Vaticano, Arcipelago di Malta) e dato che siamo ben lungi da avere uno stato che funzioni bene e che lo faccia in ogni sua regione.  (continua....)

  • Occorreva pensarci prima e penso che un popolo non possa avere due lingue: una delle due muore, oppure entrambe si fondono, formandone una nuova.

  • @aggadym

    Faccio notare che un dialetto in linguistica è comunque una lingua, con una grammatica. Per dialetto, però, si intende anche una lingua non di cultura e di diffusione limitata; da questo punto di vista sociologico, il sardo è un dialetto, cioè una lingua di serie B (o di serie C, se si considera l'Italiano lingua di serie B rispetto, per esempio, all'inglese).

  • @Michele640

    su questo hai perfettamente ragione tu; il sardo è una lingua in via di estinzione, ma non è un dialetto!

    In Italia non esistono dialetti, se per dialetto si vuole intendere "variante della lingua italiana"; tutti i "dialetti" italiani (con la sola eccezione del romanesco, che è una variante del fiorentino...) non derivano dall'Italiano! semmai è l'italiano che è la variante letteraria di uno di questi dialetti: quello di Firenze, afferente alla lingua toscana.

  • @Narniazz

    Non solo, ma occorre dire che, in Linguistica, non ha senso parlare di lingue e di dialetti, se non nel senso di usare il termine dialetto come sinonimo di "variante di una lingua", ma i dialetti sono comunque lingue e le lingue ufficiali, per dirlo con un insigne linguista, Max Weinreich, sono "dialetti con un esercito e una marina....". Nel caso italiano, la lingua è il dialetto di Firenze, che ha anche una prodigiosa letteratura oltre a uno Stato che l'ha scelto come ufficiale.

  • un "bravo" ai sardi e al loro impegno per la salvaguardia della loro lingua, con la speranza che tutte le lingue locali d'Italia raggiungano il riconoscimento che gli spetta.

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