l'Immaginario Malato

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Uploaded by on Oct 25, 2008

l'immaginario malato da molière

Progetto, adattamento, regia
Claudio Di Loreto

collaborazione alla regia
Francesca Guercio
Fabio Massimo Franceschelli

con
Francesca Guercio
Claudio Di Loreto
Anna Maria Sechi
Fabio Massimo Franceschelli
Andrea Ceraolo
Siro Ercolani
Daniele Timpano
Ilaria Scazzuso

Scene e Costumi
Camilla Filippucci

www.figlidihamm.org

Esistono gli altri? Esiste, oggettivamente, un mondo? O tutto ciò che vediamo è soltanto la forma assunta dalle proiezioni ossessive di ciascuno di noi, scaturita dal comune bisogno di esistere?

Nel microcosmo creato da Molière con il Malato immaginario il dubbio si insinua sottile tra i gesti e le parole dei personaggi che si appigliano spasmodicamente alle proprie verità proponendole come assolute. Con questo portato inquietante la commedia ha attraversato i secoli rivelando integra unattualità inestinguibile. E per tale tensione ci ha sedotto, inducendoci a leggerla e rileggerla quasi a spillarne gli umori più intimi e densi.

Così è nato Limmaginario malato. Ribaltamento solo apparente dun capolavoro di scrittura teatrale nel quale, fatta salva lidea di trasformare Argante nella giovane Argania, viene rispettata la struttura e lintreccio delloriginale francese.

A partire da quella prospettiva scabra e dissacratoria che la nostra Compagnia suole definire acida Limmaginario malato condensa il nucleo dellesistenza nella figura dellipocondriaca protagonista, e palesemente riduce i suoi interlocutori a ombre distinte e distinguibili solo per mezzo di simboli essenziali. Rifiutando taluni cerimoniali rassicuranti del copione molieriano, dunque, la mise en scène isola le creature/maschere in una sorta di vuoto pneumatico che diviene metafora della contemporanea afasia affettiva. Da tale vuoto emergono come iceberg pregiudizi tagliati con laccetta: la specchiata virtù coniugale, la complicata espressione della sessualità, il gioco di potere genitoriale, la gelosia, il mito dellamore sognato dagli adolescenti.

Mentre quel tripudio di inautenticità inscenato dai personaggi espressionisticamente enuclea i segni dellevidente malattia del nostro immaginario quotidiano.

Alla fine, come sempre, le singole foto sono più importanti della bacheca che le sostiene. E ogni immagine può essere interpretata, deformata ulteriormente evocando questo o quel fantasma che ciascuno si porta dentro. E intanto limmaginario del pubblico diviene una corda sottoposta a trazione crescente, sospesa tra la poltrona e il palcoscenico nello sforzo di trovare una logica alle vicende rappresentate, nella ricerca di un senso per la storia.

Con le prime cinque scene di questo allestimento Claudio Di Loreto ha vinto ledizione 1999 del Concorso Nazionale di Regia Fantasio Piccoli di Trento

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  • Sony Music Entertainment può tranquillamente pigliarlo nel culo

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