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skoll- radio mishima

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Uploaded by on Nov 11, 2008

Il 25 novembre del 1970, il grande scrittore giapponese

Yukio Mishima (allepoca già famosissimo in tutto il mondo

e per tre volte candidato al premio nobel per la letteratura),

dopo aver preso in ostaggio il capo di stato maggiore dellesercito

ed aver arringato con un memorabile discorso politico e culturale i

soldati della caserma di Ichigatami, si tolse la vita tramite il

seppuku (taglio del ventre Tradizionale).

Il gesto estremo di Mishima, ultimo atto di una vita eroica e sublime,

rappresentò un grido lancinante e fiero di denuncia e rivolta radicale

contro il Giappone moderno: contro lappiattimento culturale, contro

lamericanizzazione inarrestabile, contro linadeguatezza e lincapacità

della democrazia, contro la perdita dei valori della Tradizione, contro

la mollezza della borghesia, contro la mancanza di volontà di potenza

Che senso ha ricordare oggi Yukio Mishima? Oggi che "l'evoluzione"

della tecnologia robotica e quella delle idee umane si fanno forti di

velocità proprie impressionanti, disarmanti ed in crescita

esponenziale continua? Trascorrono i mesi, non gli anni, e tutto si

modifica, spesso si stravolge: sotto i colpi di questa progressione

travolgente che fa spesso rima con involuzione, è facile, sarebbe

facile, restare a guardare inerti il "mostro" moderno convinti che

nulla si possa più fare, che nulla si possa più opporre ad esso.

Eppure il senso della vita, della morte ed anche dei trascorsi artistici

di Mishima, risiede proprio nella ribellione al mondo moderno, in

questa lotta giusta che si deve intraprendere e perseguire comunque.

Certamente essa si circonda di un alone romantico e perche no,

anche eroico, derivante dalle difficoltà oggettive che essa incontra

anche nelle piccole gesta quotidiane di cui si fa ispiratrice; ma sono

proprio le difficoltà che rendono questa lotta affascinante,

appassionante e poetica.

Non ci si deve fare dunque illusioni sull'esito di questa sfida, poiche

è chiaro che all'orizzonte non si vede l'alba della vittoria ma

solamente salda e duratura la notte della sconfitta

Se volessimo poi cogliere in Mishima una precisa caratteristica

sublimante questa lotta, non potremmo che restare abbagliati da un

raggio solare più luminoso degli altri: il sacrificio.

Non c'è vittoria senza sacrificio, e quando anche in tal modo si

presentasse essa profumerebbe meno della sconfitta stessa.

Senza emulare gesti estremi come quello del seppuku di Mishima,

sarà fondamentale sapersi sacrificare tutti i giorni nelle piccole come

nelle grandi cose, donare se stessi quotidianamente; consumarsi per

le proprie idee e per gli altri come la candela si consuma, amandola,

per la fiamma. Così facendo avremo vinto innanzitutto la battaglia

che si svolge in noi stessi, divenendo in tal modo pronti ad aprirci

verso lesterno per combattere il mostro; nel nome del giusto e,

ce lo si consenta, nel nome anche di Yukio Mishima.

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Top Comments

  • Auguriamoci che su questa terra ci siano per sempre ciliegi in fiore

  • direi proprio di no.

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All Comments (85)

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  • Mishima non era di destra, nè di sinistra era uno scrittore e un pensatore.

  • Cercate anche la nuova canzone "Yukio Mishima" dell'album 2011 !

  • @MsMiliu quando hai fatto sto sogno?

  • Posso dire che leggo un sacco di cretini?

    Mi ero ripromesso di non mettere più becco in queste faccende di basso interesse, ma ho fallito. La vostra mediocrità ha vinto ancora.

    Comunque, grande Skoll e onore a Mishima! Verrà il tempo in cui affronterò in maniera completa anche il tuo pensiero! :)

  • @alghemiste voi sbagliate a policizare mishima lui al contrario faceva schieramento a se.

  • @Angmar88

    Un genere, un sound, un modo di cantare...

  • @SaviorShadez ah tra l'altro: "si cerca di imitare uqlcosa che di destra non è", CHE COSA, di grazia? la musica?

  • @TribunusAquilifer

    Accento romano, coglione.

    Puntualizzazioni da due soldi.

  • @SaviorShadez il romano non esiste da 1500 anni e si chiamava "latino". Semmai "romanesco", ma non è nemmeno quello. Ps. "coglione" lo dici a tuo padre.

  • @TribunusAquilifer

    Infatti e' romano e non italiano,

    coglione.

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