Intellettuale, giornalista e scrittore, Giuseppe Rosato è anche un grande poeta dialettale abruzzese.
Questa poesia, La Squjia (La Squilla - La Campanella) è una delle sue piu' belle. Di una bellezza struggente nella sua prima parte, amarissima nella conclusione.
Legge Elia Iezzi.
LA SQUILLA
Dopo cent'anni risentire la squilla,
la squilla che sentivi la mattina
mentre una voce ti diceva: fa subito
che già s'è fatto tardi, e c'era
chi ti metteva il paletot, la sciarpa
fin sopra la bocca, e dai a correre
per stare davanti alla porta della scuola
quando la campana grande suonava
le otto e mezza. Cento o cinquecento
o mille anni sono passati: e stava ferma
ad aspettarti per fartsi risentire
codesta campanella, e finora dove stavi,
quali altre voci al mattino a dirti
buongiorno? Ora che il giorno sale
e non ti dice una parola, lascia
quelle mattine sempre piu' lontane.
STUPENDA *****
Ciao !!!
Alberto
alrofril 2 years ago
La dolce poesia del 'quotidiano', la musicalità del dialetto...comprensibilissimo per uno del Sud come me...(in ogni caso c'è la traduzione...che non richiede grandi sforzi leggere su a destra!).
Complimenti per questo recupero di tradizione, di immagini, di vita....
minuicch 2 years ago
voi insistete ed io insisto nel dire che non capisco nulla, grazie comunque
ciuffolina1 2 years ago