La risposta è che il Manifesto di Verona contiene proposizioni tutt'ora valide e pertanto, opportunamente modificato per renderlo idoneo al mutare dei tempi. Da esso possono trarsi buone basi per correggere l'attuale deriva negativa della situazione politica ed avviare la costruzione di un nuovo Stato, guidato realmente dal popolo e non dai grandi commessi, o commissari come in Europa li chiamano, o Ministri in Italia. In ogni caso tutti più attenti all'economia che non alla politica, alla quale quest'ultima, quella vera in aderenza al volere della plutocrazia internazionale, della quale costoro sono servitori più o meno coscienti.
Così correggendo i danni prodotti da idee ormai ampiamente dimostratesi errate per non aver costruito la democrazia che si ripromettevano, ma delle oligarchie, e delle peggiori, perché formate da potentati economici attenti più al profitto che non ai destini dell'umani¬tà.
Riteniamo che per cambiare le cose, si debba considerare che, in quanto parte di un gruppo, l'interesse particolare di ciascun individuo, spirituale o materiale che sia, può trovare migliore e più continua soddisfazione se tanto avviene nel contempo per l'in¬tero gruppo. Gruppo che diviene popolo quando di tanto prende coscienza, e Nazione quando si accorge dei legami di continuità esistenti fra il vivere di ognuno e quello comune del gruppo stesso, nella consapevolezza delle medesime radici e dell'essere "comunità di destino". Ciò vuol dire che quel che conta per garantire la libertà, non è l'uguaglianza, ma la socialità, altro grande valore indispensabile per la realizzazio¬ne della libertà stessa. Il suddetto binomio allora si riassume in un unica parola: SOCIALITÀ, che con esclusione dell'uguaglianza gli altri due comprende, e nella considerazione della quale solo può parlarsi di effettiva sovranità del popolo, visto nelle sue diversità come nel suo insieme, richiedendo però ad ognuno il contempora¬neo adempimento dei doveri inderogabili di SOLIDARIETA', cosicché dal gioco armonico delle DIVERSITA' sia fatta sempre più vigorosa e più ricca la vita comune.
Mussolini aveva un grande progetto: la realizzazione della 'terza via' alternativa tanto al capitalismo quanto al socialismo - tramite l'edificazione di una società improntata all'armonia fra le classi e la sostituzione della rappresentanza politica con corporazioni rappresentative del mondo produttivo, del lavoro e delle professioni.
Rixguerre 1 month ago
Bellissimo...!!!
signoratrichetrocche 3 months ago