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"Gli insetti parlanti"di Manolo Strimpelli

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Uploaded by on Apr 10, 2008

A queste ultime parole, Pinocchio saltò su tutt'infuriato e preso di sul banco un martello di legno, lo scagliò contro il Grillo-Vespa parlante...
Come un uomo solo è riuscito a occupare tutta la televisione pubblica
inchiesta di Giuliano Santoro
"PORTA A PORTA, semplicemente, non è una trasmissione obiettiva. Non si tiene conto del fatto che esistono persone che sono contro questa guerra. L'influenza di chi non condivide l'intervento armato in Iraq è inesistente. In questi giorni, c'è sempre una sproporzione evidente tra chi è favorevole e chi è contrario alla guerra, e quest'ultimo viene messo costantemente in secondo piano. Il modo di condurre la trasmissione di Bruno Vespa, le parole che usa, le allusioni, fanno pendere i giudizi tutti da una parte sola. Questo signore carica di emotività alcuni eventi, trascurando le sofferenze degli uomini coinvolti dalla guerra. Non c'è dubbio: un esempio di pessimo giornalismo. Sarebbe opportuno che le forze democratiche e del centrosinistra capiscano che non bisogna andarci: partecipando a questa trasmissione portano acqua al mulino del conduttore. Io sono stato invitato più volte, ma non sono mai andato. Che se le facciano da soli le loro trasmissioni".
Così si esprime Giulietto Chiesa su "Porta a porta", la corazzata dei "talk show" della Rai. Ogni giorno, in seconda serata, Bruno Vespa, attorniato da militari, politici, soubrette ed "esperti" propina a svariati milioni di telespettatori la gloriosa avanzata dell'esercito nordamericano alla volta di Baghdad. Ma "Porta a porta" è un fenomeno per molti versi anomalo.
Prima anomalia: Vespa va in onda ogni sera. L'occupazione delle serate nella principale rete della televisione pubblica, è bene ricordarlo, risale all'era dell'Ulivo al governo. Fu allora che Bruno Vespa ottenne, per il suo show, i primi quattro giorni della settimana. Ed è da allora che Vespa fa e disfa a suo piacimento il palinsesto di RaiUno e delle altre reti Rai. In passato, ha impedito a Piero Chiambretti, anche lui in seconda serata, di ospitare politici nel suo show, poi ha preteso che "Excalibur", condotto sulla ReteDue da Antonio Socci andasse in onda il venerdì anziché il giovedì. Quanto alla perenne conflittualità con Michele Santoro, ci ha pensato Berlusconi, col suo proclama dalla Bulgaria, a fargli un favore. Nella sede Rai di viale Mazzini tutti sanno che il progetto di Vespa, prendere in mano tutta l'informazione serale della Rai sulla guerra, è iniziato con l'annullamento della partita della Lazio, di Coppa Uefa, con la squadra turca Besiktas, ma, soprattutto, con il tentativo di sopprimere il programma del catto-integralista Socci. Tentativo fallito grazie al "Grande Fratello", che giovedi 20 marzo ha battuto, con otto milioni d'ascolto, "Porta a porta": Bruno Vespa ha fatto retromarcia, se n'è tornato dopo il tg delle 23, ed ha costretto il timorato di Dio [e di Berlusconi] Socci a mettere in piedi in poche ore una puntata di "Excalibur".
Ma il potere di "Porta a porta" riesce a zittire anche il Tg1. L'11 settembre del 2001 non fu un'edizione straordinaria del telegiornale a fornire approfondimenti sulla strage delle Twin Towers, fu "Porta a porta". Con la semplice "collaborazione" del Tg1, che Bruno Vespa è riuscito a mettere in condizione di completa sudditanza e che, al di là dei discutibilissimi contenuti, è sempre la testata giornalistica della rete. Non è male, per uno che dal 2001 ha lasciato la Rai per essere assunto come consulente e conduttore, con un contratto da più di un milione di euro all'anno. Una bella somma, cui si vanno ad aggiungere le collaborazioni di Vespa con Capital, Grazia, Panorama e ben otto quotidiani [capita di vedere tre editoriali, nello stesso giorno, su tre testate diverse], oltre alle decine di migliaia di copie vendute dai suoi libri editi in società dalla Eri [cioè la Rai] e da Mondadori [cioè Berlusconi] e presentati alla stampa, sempre, insieme alle massime autorità istuzionali o ai grandi leader politici di ogni colore.
Caratteristica del circo di Vespa è la maniacale attenzione per i tempi degli interventi, affinché "tutti i coinvolti in una vicenda abbiano diritto di parola", ci spiega un collaboratore della trasmissione. Sono anni che Vespa va sventolando i dati dell'Osservatorio di Pavia [l'istituto di rilevazione e analisi sulla presenza politica nella comunicazione, che si occupa del monitoraggio dei programmi televisivi], per dimostrare la sua inattaccabilità e per dimostrare la faziosità dei suoi concorrenti [quando ne aveva]. Ma questa "par condicio" spesso è controproducente. "Qualche giorno fa - ha raccontato alla fine del 1999 Pietro Valpreda, ingiustamente accusato per la strage di piazza Fontana di trent'anni prima - Bruno Vespa mi ha contattato per 'Porta a Porta' su Piazza Fontana. Gli ho detto di no. In studio ci saremmo stati Freda, Rauti, Micheli ed io". Un nazista, un para-nazista e un depistatore professionista.

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Video Responses

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All Comments (13)

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  • HhahahahahhahahhBUAHhahahahhah­ahha  che desiderio......

  • Ebbravo papa'... !!!!

  • Ma come si fa ad istituire un reddito unico per tutti (imprenditori, povera gente, operai al medesimo diritto?) dalla nascita fino alla morte senza dover mai lavorare? Perfino gli "egualitari" comunisti lavoravano...Come si fa a dire davanti a milioni di persone una cosa così assurda? Non voglio mancare di rispetto a nessuno, ma è come se uno andasse in televisione a dire che tutte le sere cena sulla Luna...

  • I tuoi video sono bellissimi!

  • Gioia!!! e Libertà! XD

  • STRAORDINARIO

  • 6 un grande.... mitiko!

  • Complimenti, un vero piacere, grazie. Serafino Massoni

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