In un luogo non luogo, che forse è proprio lì dove ci si trova insieme, pubblico ed attori, accade che si incontrino due personaggi assai differenti: una fanciulla che si muove sui pattini a rotelle, inafferrabile nel suo continuo vagare ma incuriosita da ogni novità che si presenti ai suoi occhi e un uomo, un mago-mobile, artefice di sorprese che lui, con gran maestria, estrae da un baule che si porta appresso.
Insieme aspettano Biancaneve per consegnarle una mela.
Lei pare non avere nulla, né aver bisogno di nulla; lui ha tutto con sé, in quel baule capace e inesauribile che si tira dietro. Eppure l'uomo, ogni volta che cerca di raccontare la storia che il cassone contiene, si ritrova ad aver bisogno di lei: solo così può svolgersi la storia antica, che parla di una ragazza con la pelle bianca come la neve, le labbra rosse come il sangue, i capelli neri come l'ebano.
Man mano che si procede, l'apporto della giovane diviene sempre più coinvolgente, fino a perdere i confini fra realtà e finzione e scoprire che la storia uscita dalle pagine del celebre racconto dei Fratelli Grimm, è divenuta l'unica vera realtà.
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