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Shozo Shimamoto Samurai acrobata dello sguardo.

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Uploaded by on Nov 27, 2008

...il 13 novembre la città di Genova è stata colpita da un arcobaleno di colori, proprio mentre i raggi di luce si facevano spazio tra le nubi, creando dei fari naturali puntati sul detentore della pentola magica: Shozo Shimamoto.
L'artista ha creato un ring policromatico, utilizzando la forza della libertà espressiva, per combattere quella ideologica, diventando lui stesso un'opera d'arte, ricreando l'urlo-muto di Munch.
Shimamoto riesce a creare una splendida danza lottando con i suoi proiettili di colori al ritmo del gong di Philip Corner, compositore Fluxus che con la danzatrice Phoebe Neville ha proposto una serie di variazioni musicali e coreografiche.
Il celebre pittore giapponese, fondatore negli anni '50 del gruppo Gutai, movimento che fin dai suoi esordi ha percorso la strada dell'happening, ha ricreato una performance di forte impatto emotivo cimentandosi nel lancio di bottiglie e bicchieri trasformati in strumenti elementari del fare artistico: lavora sulla ripetizione differenziata di getti di colore che schizzando in varie direzioni si trasforma in arte e colpendo il pubblico, divenuto parte integrante della scultura vivente plasmata da Shimamoto, annulla il limite della tela.
Shimamoto spiega Achille Bonita Oliva critico d'arte e curatore della mostra fa arte pubblica, cioè si esibisce in luoghi quotidiani e collettivi, fuori dai musei, con l'obiettivo di eliminare la distanza fra arte e vita. Per attirare l'attenzione nel flusso abituale che percorre una piazza, ricorre ad azioni eclatanti, capaci di bucare l'immaginazione collettiva e imporsi sulla prevedibile disattenzione dei passanti.
Teatro dell'azione è stato il porticato di Palazzo Ducale di Genova, simbolicamente sotto il concetto spaziale luminoso di Lucio Fontana, creando un legame tra due poetiche, due personalità che hanno intuito ed anticipato il percorso evolutivo dell'arte, ma al contempo rappresentano due culture , quella occidentale e quella orientale, che si confrontano ed interagiscono.




Sarà possibile ripercorrere il suo excursus artistico a partire dal 14 novembre 2008 all'8 marzo 2009, attraverso una mostra antologica,, presso il Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce, curata da Achille Bonito Oliva, organizzata da Antonio Borghese in collaborazione con la Fondazione Morra di Napoli e l'Associazione Shozo Shimamoto.
Shozo Shimamoto samurai, acrobata dello sguardo. 1950-2008 è il risultato di una continua ricerca sia concettuale, sia estetica, nella quale non c'è scissione: il pensiero e la materia si fondono con erotismo, creando un'arte mentale, in cui l'artista è sempre in cammino.
La sua arte, da una parte rientra appieno in quel percorso di sperimentazione pittorica che va dall'Informale segnico di un Mathieu all'automatismo gestuale dell'action painting di un Pollock, dall'altra però diventa un tassello fondamentale della linea performativa che, da Fluxus, passando per le azioni di Nitsch, arriva alle esperienze ibride e interattive del nuovo millennio.
Shimamoto ha sperimentato ogni tipo d'espressione artistica formale e linguistica: gli happenings nelle serate di Arte Gutai sulla scena, gli environment nelle Esposizione d'arte Gutai all'aperto, gli esperimenti video e audio, gli action painting, la Body art e la Mail art, per approdare ad una forma darte totalizzante che coinvolge tutte le esperienze passate, in un vero e proprio spettacolo multimediale: musica, teatro, danza, performance, action painting.
L'ideale del riunirsi in un gruppo di persone, unite da simili finalità artistiche, per accrescerne le possibilità creative, è un elemento chiave del percorso di Shimamoto, come si evince dall'intervista svolta per il catalogo della Mostra curato da Achille Bonito Oliva e Lorenzo Mango edito da Skira. Dal movimento Gutai, di cui Shimamoto è il primo discepolo di Jiro Yoshihara, al gruppo Artitist Unidentified (AU), in veste di direttore, all'Università vista dal Maestro come una possibilità di interazione tra studenti e professori per generare nuovo vigore .
Lo stesso fenomeno è stato alla base dell'allestimento della mostra e della performance: un gruppo eterogeneo di persone di differente cultura e nazionalità unita da un fine comune, il ricostruire il concreto mutamento dei canoni estetici promosso da Shozo Shimamoto.
Un altro elemento tipicamente giapponese della sua arte conclude il curatore è l'idea della temporalità, di un tempo che non è mai lineare, ma circolare, in cui è importante colpire l'istante, come fanno i samurai con un colpo si spada.
Questo istante è quello che ha saputo cogliere la città di Genova ospitando uno dei massimi esponenti dell'arte contemporanea, facendosi fertilizzare attraverso la sua arte terapeutica.

....cosi l'eco dell'Urlo muto di Shimato riecheggia ancora a Genova........

Manuela Genta
ABC-ARTE

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  • se non ti piace non giudicare e non commentare con parole a caso.

  • ma che è sta prese per il culo ? belin sembra il pavimento di casa mia dopo una festa alcolica !

    L a dimostrazione di ormai l'arte moderna sia più arida del Sahara .

    Molto probabilmente manco sa tenere in mano un pennello sto vecchio scemo isterico che lancia le bottiglie !

  • 素敵な映像です!

  • folgorante azione!!! bellissimo il video!

  • bellissima! finalmente qualcosa di davvero grande anche a Genova!

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