La doppia personale di Rob Sherwood e Gabriele Porta si incentra sulla de-figurazione dellimmagine visiva: se da un lato Sherwood si focalizza sul concetto di luce e colore oltrepassando la prospettiva del punto di fuga attraverso laccostamento di quadrati cromatici, dallaltro Porta sospende lo sguardo del fruitore prima con una proiezione basata su un brano della Hempel e poi con la rielaborazione di immagini sacre. In entrambi i casi la narrazione perde la propria linearità facendo scaturire diversi elementi visivi e narrativi per confrontarsi con la libera interpretazione del visitatore.
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