Il poeta di Sirmione (84-54 a.C.) piange qui le spoglie del fratello, morto lontano da casa senza il conforto dei suoi parenti. Tra le più vibranti dichiarazioni d'amore fraterno, è un canto di disperazione per tutti coloro che muoiono in esilio. La traduzione è quella di Salvatore Quasimodo, mentre per la lettura s'è cercato di rendere e la metrica e la pronuncia che i filologi ritengono essere quella dell'epoca di Catullo.
bello
paola86253 1 month ago