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Filippo Penati Innovazione, nuovo motore di sviluppo per la Lombardia

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Uploaded by on Mar 7, 2010

Conferenza stampa su "Innovazione, nuovo motore di sviluppo per la Lombardia"
Circolo della Stampa, sala Tobagi, corso Venezia, Milano
4 marzo 2010
Avipress.com


La Regione Lombardia ha fatto poco per l'impresa e l'innovazione. Tra il 2003 e il 2008 ha ridotto
le agevolazioni dai 191 milioni di euro del 2003 agli 80 milioni del 2008.
Secondo il ministero dello Sviluppo economico in Lombardia sono stati investiti complessivamente 960 milioni di euro, mentre nello stesso periodo tra il 2003 e il 2008 In Piemonte sono stati investiti 1830 milioni di euro, in Veneto 1865 milioni e in Lazio 1030 milioni di euro. A denunciarlo in una conferenza stampa che si è tenuta oggi al Circolo della Stampa presenti Luigi Nicolais e Luigi Vimercati, parlamentari del Pd e Adriana Albini, ricercatrice oncologica è il candidato alla presidenza della Regione, Filippo Penati. A riprova del fatto "che la
giunta formigoniana non punta affatto sull'innovazione basta ricordare l'ultimo importante intervento", attuato proprio negli ultimi giorni. Sono stati stanziati 145 milioni di euro "in tutta fretta, con un unico bando, senza interloquire con alcun ente interessato, né con le Camere di commercio, né con le associazioni imprenditoriali. Questo per finanziare micro interventi di acquisto o sostituzione di macchinari senza particolari interventi sull'innovazione, se non con un debole riferimento al risparmio energetico.
Si tratta in sostanza di un bando a sportello in cui chi prima
arriva meglio alloggia senza un progetto di innovazione e con contributi limitati, da 10 a 15 mila euro ciascuno".
Dunque, secondo Penati, un classico "finanziamento elettorale, a pioggia che è stato pomposamente definito come intervento 'di innovazione ed efficienza energetica, senza però averne alcuna caratteristica".
"Il contrario - sottolinea Penati - di quanto Formigoni ha
sempre detto di voler fare, ossia concentrare le agevolazioni su grandi progetti di innovazione fatti da imprese in rete tra loro". Nella pratica la politica di Formigoni rispecchia "quanto decisamente esecrato dal Governatore della Banca d'Italia" quando afferma che: "i sussidi alle imprese sono stati
generalmente inefficaci: si incentivano spesso investimenti che sarebbero stati effettuati comunque, si introducono distorsioni di varia natura penalizzando fortemente imprenditori più capaci."
"Noi pensiamo- continua Penati- a un modello differente in cui gli interventi di consolidamento del sistema produttivo vanno attuati con politiche fiscali centrate sulle detrazioni di
imposta, mentre gli aiuti economici diretti devono essere
indirizzati a sostenere veri progetti di innovazione, sviluppati dalle imprese in collaborazione con centri di ricerca, università eccellenti,centri per la diffusione tecnologica, centri di assistenza tecnica alle imprese".
Progetti che devono essere valutati in modo imparziale e
monitorati in modo costante per verificarne lo stato di
attuazione. "È a questo sistema- conclude Penati- che avevamo pensato con l'attivazione dell'Agenzia nazionale
dell'innovazione e il programma industria 2015".
Nel progetto di governo di Penati l'innovazione è centrale e
intesa come motore di sviluppo dell'economia lombarda. "Dai mondi produttivi - afferma Penati-, emerge l'esigenza di un
politica industriale finalizzata a incentivare e sostenere una
trasformazione dell'apparato produttivo. Orientandolo verso
nuove produzioni e promuovendo cambiamenti strutturali adeguati ai mutamenti epocali in corso, come nel caso del sostegno alle fonti energetiche rinnovabili e dell'innovazione delle tecnologie e dei materiali".
Per questo si propone l'attivazione di un tavolo istituzionale
che affronti da subito la crisi, questo per proporre politiche
di settore e progetti mirati per la diversificazione e
l'innovazione produttiva, misure per la semplificazione
amministrativa, ad esempio rendendo più facile la partecipazione
ai bandi per le piccole imprese, interventi in campo fiscale
come l'alleggerimento mirato dell'IRAP. Questo tavolo potrebbe anche studiare strumenti e modalità per riservare, come accade in altri Paesi europei, una quota dei grandi interventi infrastrutturali pubblici alle piccole imprese e agli artigiani del territorio, a partire dalle opere previste per Expo 2015.
"Occorre- conclude Penati- lavorare fattivamente in tre
direzioni:il sostegno alle reti di impresa-laboratori-università (distretti e metadistretti), la formazione
professionale,l'accesso al credito per le piccole e medie
imprese".

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