Trasfigurazione del Signore - padre Raniero Cantalamessa

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Uploaded by on Aug 5, 2010

Perché la fede, le pratiche religiose sono in declino
e non sembrano costituire, almeno per i più, il punto
di forza nella vita? Perché la noia, la stanchezza,
la fatica nell'assolvere i propri doveri di credenti?
Perché i giovani non si sentono attirati? Perché,
insomma, questo grigiore e questa mancanza di gioia
tra i credenti in Cristo? L'episodio della trasfigurazione
ci aiuta a dare una risposta a queste domande.

Cosa significò la trasfigurazione per i tre discepoli
che assistettero ad essa? Finora essi avevano conosciuto
Gesù nella sua apparenza esterna, un uomo non diverso
dagli altri, di cui conoscevano la provenienza, le abitudini,
il timbro di voce... Ora conoscono un altro Gesù, il vero Gesù,
quello che non si riesce a vedere con gli occhi di tutti i giorni,
alla luce normale del sole, ma è frutto di una rivelazione improvvisa,
di un cambiamento, di un dono.

Perché le cose cambino anche per noi, come per quei tre discepoli
sul Tabor, bisogna che succeda nella nostra vita qualcosa di simile
a quello che capita a un giovane o a una ragazza quando
si innamorano. Nell'innamoramento l'altro, l'amato, che prima
era uno dei tanti, o forse uno sconosciuto, di colpo diventa l'unico
, il solo al mondo che interessi. Tutto il resto indietreggia e si colloca
come su uno sfondo neutro. Non si è capaci di pensare ad altro.

Avviene una vera e propria trasfigurazione. La persona amata vien
e vista come in un alone luminoso. Tutto appare bello in lei, perfin
o i difetti. Se mai, ci si sente indegni di lei. L'amore vero genera umiltà.
Qualcosa cambia anche concretamente nelle proprie abitudini di vita.
Ho conosciuto ragazzi che al mattino i genitori non riuscivano a tirare
fuori dal letto per far andare a scuola; se si trovava loro un lavoro,
dopo un po' lo abbandonavano; oppure si trascinavano negli studi
senza laurearsi mai... Poi, ecco che, una volta innamoratisi di qualcuno
e diventati fidanzati, al mattino saltano dal letto, sono impazienti
di terminare gli studi, se hanno un lavoro se lo tengono caro.
Cosa è successo? Niente, semplicemente quello che prima facevano
per costrizione, ora lo fanno per attrazione. E l'attrazione è capace di
far fare cose che nessuna costrizione riesce a far fare; mette le ali ai piedi.
"Ognuno, diceva il poeta Ovidio, è attratto dall'oggetto del proprio piacere".

Qualcosa del genere, dicevo, dovrebbe succedere una volta nella
vita per diventare cristiani veri, convinti, gioiosi di esserlo.
"Ma la ragazza o il ragazzo, si vede, si tocca!" Rispondo: Anche Gesù
si vede e si tocca, però con altri occhi e con altre mani: quelli del cuore,
della fede. Egli è risorto ed è vivo. È un essere concreto, non un'astrazione,
per chi ne fa l'esperienza e la conoscenza. Anzi con Gesù le cose vanno
ancora meglio. Nell'innamoramento umano, ci si inganna, attribuendo
all'amato doti che forse non ha e con il tempo si è spesso costretti
a ricredersi. Nel caso di Gesù, più si conosce e si sta insieme,
più si scoprono nuovi motivi per essere innamorati di lui e confermati
nella propria scelta.

Questo non vuol dire che bisogna starsene tranquilli ad aspettare,
anche con Cristo il classico "colpo di fulmine". Se un ragazzo,
o una ragazza, se ne sta tutto il tempo chiuso in casa, senza vedere
nessuno, non succederà mai niente nella sua vita. Per innamorarsi
bisogna frequentarsi! Se uno è convinto, o semplicemente comincia
a pensare che è bello e vale la pena conoscere Gesù Cristo in questo
modo diverso, trasfigurato, allora bisogna che cominci a "frequentarlo",
a leggere i suoi scritti. Le sue lettere d'amore sono il Vangelo! È lì che egli
si rivela, si "trasfigura". La sua casa è la Chiesa: è lì che lo si incontra.

http://www.qumran2.net/parolenuove/commenti.pax?mostra_id=11916padre Raniero Cantalamessa

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All Comments (3)

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  • Bella catechesi.... Lode e gloria a Dio.

  • Grazie per averlo pubblicato! Pace e bene a te!

  • Da vedere ed eascoltare, specialmente nella parte finale.

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