Olimpiadi 2016, il verdetto dice Rio de Janeiro: la gioia di Inacio Lula e della popolazioneLe Olimpiadi del 2016, contese da quattro grandi città come Chicago, Tokyo, Madrid e Rio de Janeiro si disputeranno in Brasile. L'ha deciso questa sera a Copenaghen il Cio al gran completo, nella sua 121ma sessione. La città brasiliana avrà l'incarico-privilegio di organizzare la trentunesima edizione dei giochi. Per aggiudicarsi le Olimpiadi 2016 si era scatenata una vera e propria "campagna elettorale" che aveva visto scendere in campo i rappresentanti più prestigiosi delle Nazioni coinvolte, per tirare dalla propria parte londa olimpica che porta con sé un affare complessivo di circa 900 milioni di dollari.In Danimarca erano sbarcati anche i coniugi Obama, per procurare consensi alla causa della metropoli statunitense, loro città di adozione. Il presidente Usa e la firstlady non erano stati però gli unici personaggi di primo piano ad arrivare a Copenaghen con lintento di sostenere la causa del loro candidato. Sul piede di guerra si erano messi il presidente del Brasile Ignazio Lula, il premier spagnolo Zapatero con re Juan Carlos e la regina Sofia. Senza contare il ruolo attivo svolto da Tokyo con il neo-primo ministro Yukio Hatoyama.Il leader giapponese aveva messo in primo piano la grande qualità della "sua Tokyo", città che "occupa una posizione eccellente per fungere da modello di sicurezza e sostenibilità ambientale".Il premier spagnolo aveva sottolineato come "Madrid è sicura e affidabile, il 77% degli impianti è già pronto e la città conta su grandi infrastrutture. Scegliendo Madrid si va sul sicuro - aveva aggiunto Zapatero - perché la Spagna sa organizzare grandi eventi sportivi e culturali. Madrid ha una missione cosmopolita e universale". Davanti al Cio era presente anche il re Juan Carlos: "Dietro la candidatura di Madrid c'è la dedizione della Spagna intera".Barack Obama aveva affermato, scandendo un vero e proprio slogan, di credere nel movimento dello sport. Se sceglierete Chicago - aveva detto il presidente a stelle e strisce - vi prometto che renderemo il mondo più fiero. Il suo desiderio non si è avverato, e tra la gente in attesa a Chicago è sceso il gelo dopo l'esclusione, ma il mondo attende comunque di vivere l'emozione di una grande Olimpiade.Ad uscire felice dalla sala della sessione del Cio di Copenaghen è però il leader brasiliano. Lula aveva dichiarato che il Comitato Olimpico Internazionale avrebbe dovuto assegnare i Giochi del 2016 a Rio de Janeiro per "sanare uno squilibrio" e portare finalmente le Olimpiadi in Brasile ed in Sudamerica. "Siamo l'unico grande Paese del mondo - aveva tuonato riferendosi alla concorrenza di Stati Uniti, Spagna e Giappone - a non avere ancora ospitato una edizione delle Olimpiadi, mentre per tutti gli altri sarebbe solamente un'altra occasione". Pare che il suo appello sia stato ascoltato. "Tutto il paese era unito per Rio, tutti appoggiavano questa candidatura - ha voluto evidenziare il presidente Luiz Inacio Lula da Silva - perché è la candidatura di tutta l'America del Sud, di un continente di 400 milioni di uomini e donne. Viviamo una fase di democrazia e libertà e siamo pronti per organizzare questo grande appuntamento". A Rio e in Brasile, inutile dirlo, sono partiti immediatamente i festeggiamenti.
Patético o choro do Lulla.
Dá vontade de chorar sim, ao ver as reais condições da saúde em nosso país, onde doentes dividem os corredores dos hospitais com as mais variadas doenças infecto-contagiosas.
Dá vontade de chorar em ver o estado da educação, da segurança, do desemprego e da corrupção impune.
Sr. Lulla, começe amanhã a tomar providências para tornar nosso país mais humano.
furielio 2 years ago