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Viti sostenute da aceri campestri e gelsi in provincia di Treviso

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Uploaded by on Oct 11, 2011

Filari di viti ancora sostenute da alberi - òpi (aceri campestri) e morèri (gelsi) - ma con i tralci appoggiati a filo di ferro. Il testimone Primo Martin (Rovarè di San Biagio di Callalta TV, 1907) ricorda la struttura dell'azienda agricola di pianura in cui è cresciuto fino alla divisione della famiglia patriarcale (1921) . Intervista del 26.X.1986. Dialoghi in dialetto veneto di Treviso. Trascrizione in lingua italiana.
«- Le viti, come erano sostenute da questi òpi e pioppi, con i ferri o si arrampicavano sugli alberi?
Con i ferri.
- Avevano già i ferri, perché ho letto che nel secolo scorso [nell'Ottocento] erano senza ferri...
Da noi no, avevamo i ferri. Ogni cinque metri c'erano quattro viti su un òpio e c'erano due filari vicini, avranno avuto neanche un metro di distanza. Su questi ferri si mettevano delle bacchette di òpio perché potessero arrampicarsi i tralci nuovi che venivano su.
- Ma allora, i gelsi per tutti i bachi da seta, dove li avevate?
Su certi filari c'erano i gelsi, non solo òpio. Di òpio ci saranno stati - in tutta la campagna - dieci filari, sennò cinquanta saranno stati con i gelsi.
- In mezzo, fra un filare e l'altro di viti, avevate cereali, cioè frumento e granoturco.
Da una "pianta" all'altra, la chiamavamo noi [fra un filare e l'altro], in mezzo al campo ci sarà stata una distanza di 40 metri.
- E lunghi quanto erano, questi filari?
Quasi un km di strada. Questo è il filare di viti, ma non si veniva ad arare proprio vicino al filare, gli si lasciava un metro parte per parte di prato.
*
Si aveva la ópièra dove tenevamo i gelsi per sostituire un gelso quando era vecchio ... c'erano questi vivai di òpi e di morèri; la si chiamava ópièra e anche oggi [la chiamano così].
- Su un pezzetto di terra...
Grande come due orti, diciamo.
- Per fare gli innesti...
Dopo bisognava innestarli. Il gelso aveva il maschio che si seminava - guarda dove mi ha portato! [cosa mi ha fatto ricordare] - ...dal maschio del gelso si tiravano fuori le semenze che si seminavano e poi si piantavano ... perché non andavano mica a comprare neanche le viti, se le facevano loro con le talee ...
- Si seminavano [i gelsi] dalla mora?
Dalla mora. Ci sono quei granelli là, venivano asciugati, sgranati...
- Mettevano asciugare al sole?
Esatto.
- Facevano i semi...
... che poi servivano per fare queste piantagioni.»
*
Foto del filare di viti sostenute da gelsi: scattata nel marzo 1985 ai bordi della strada Treviso-mare, presso Roncade.

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