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Oggi incontriamo...Alessandro Balli di Euromarket Kft. Vini italiani in Ungheria

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Uploaded by on Oct 6, 2009

Oggi Incontriamo...Alessandro Balli, amministratore unico di Euromarket Kft, società che si occupa di importazione e distribuzione di vini italiani in Ungheria. Federico Paoletti conduce l'intervista dagli uffici di ITL Group Kft di Budapest.
F.P: Un'occupazione che nasce dalla passione per il vino...
A.B: La mia professione nasce dall'amore per il vino, che coltivo da sempre da "maledetto" toscano, allattato a Chianti. Nasce anche grazie all'invito di un importante ristorante di Budapest. Il vino è ancora monopolio di stato, quindi i problemi di importazione ci sono ancora. Ho deciso di iniziare questa attività e mi sono accorto che avrebbe avuto anche uno sbocco culturale, quello di far capire a chi beve vino, che il vino va degustato, non solo bevuto.
F.P: Euromarket è un cuneo che si inserisce in un paese produttore, con quale intenzione?
A.B: L'Ungheria è un paese produttore di vino, amante dei suoi ottimi vini, ma il vino si può giudicare sotto due profili: quello personale, quando scegliamo il vino che più ci piace e sotto quello professionale. In questo secondo caso è difficile dire qual è il vino migliore, sarebbe come paragonare una pera ad una mela. Occorre paragonare gruppi omogenei. Studiando i vitigni, i vini, le produzioni si può arrivare a capire le differenze. Si capisce che il vino è un alimento e una cultura, e nell'ambito della cultura non ci sono né concorrenze, né termini come "straniero" e "nazionale". Quindi ci sono ottime possibilità di poter lavorare.
F.P: Il vino migliore è quello che piace. Con quali criteri Euromarket decide di distribuire un vino piuttosto che un altro?
A.B: Euromarket ha seguito un criterio. In primis dobbiamo dire che Euromarket importa soprattutto per la ristorazione, quindi importa vini di alto livello. Euromarket ha oltre 300 etichette in magazzino, con una media di 16-18.000 bottiglie. Dobbiamo però seguire anche il mercato, quindi siamo scesi anche ai vini medi, da tavola. Questo non vuol dire che l'aspetto qualitativo non sia considerato, ad esempio importiamo il lambrusco, che non è costoso. Non sempre il vino più caro, inoltre, è il migliore. Lo abbiamo provato facendo gli assaggi al buio quando la reazione a vini diversi è positiva e viene scelto un normale vino da tavola. La conoscenza fa affinare e cambiare i gusti.
www.euromarket.bor.hu è il sito della società dove è possibile vedere il vino italiano importato dalla società.

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  • idiota sei un pupazzo esportare vino nn e'' difficile per nulla , quindi, nn darti arie ce chi ti da il giro alla grande

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