Fucino Avezzano Abruzzo Marsica

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Uploaded by on Feb 15, 2009

http://www.aercalor.altervista.org/index_file/Lago_Fucino.pdf

... la Pianura del Fucino è la Terra più fertile D'Italia,
però per molti millenni, era sempre stata sommersa dall'acqua del Lago Fucino.
Quando c'era il Lago Fucino, su di Esso volavano stormi di Gabbiani e, i Pescatori e gli Abitanti della "Cerchia intorno al Lago" li vedevano volteggiare nel cielo e sull'acqua...
...dopo tanti anni dal prosciugamento definitivo del Lago, avvenuto per la grandiosa Opera Ingegneristica iniziata nel 1854 dal coraggioso Principe: Alessandro Torlonia che, a livello internazionale, cercherà e troverà, a Marsiglia (Francia), ottimi ingeneri idraulici: Montricher, Bermont e Brisse, e, sempre dalla Francia, importerà nel Fucino più di 500 minatori specializzati e altre maestranze. La forza lavorativa raggiungerà circa 4000 unità. Questi realizzarono una nuova galleria, per un totale di 6301,38 metri a sezione costante di 19,60 metri quadrati netti; avente una pendenza del 2‰ per i primi 250 metri, e dell' 1‰ per i restanti 5941 metri. Tutta la galleria la rivestirono: in mattoni di qualità per metri 315, e per metri 5986 con ottima pietra da taglio legata con cemento idraulico, calce e malta pozzolanica. La portata d'acqua di esercizio era di 49,60 metri cubi per secondo (178560 metri cubi per ogni ora), ciò comporta una velocità di scorrimento dell'acqua di 2,53 metri per secondo.
Le acque iniziarono a defluire dal Lago il 9 Agosto 1862 e, il 30 Aprile 1868 era affiorata: la terra più fertile d'Italia; nel 1876 l'Opera era definitivamente conclusa.
Prima di Alessandro Torlonia, a prosciugare il Lago, ci avevano provato, anche imperatori e re, tra i quali, Claudio Tiberio, che nell'anno 41 d. C. (dopo Cristo), fece scavare una galleria che, dal Lago Fucino, attraversava per 5653 metri sotto il Monte Salviano, fino a raggiungere il fiume Liri nella Valle Roveto.
Sul percorso della galleria, i romani, oltre al Cunicolo Maggiore, Del Ferraro ed altri, realizzarono 40 pozzi verticali a sezione quadrata, che raggiungevano il fondo della galleria che, oltre all'accesso e la risalita dei lavoratori, servivano anche all'aerazione, dare le direzioni per scavare tra un pozzo e l'altro, estrarre l'acqua e i materiali di risulta e introdurre i materiali per il rivestimento della galleria. Per questo si utilizzarono per 11 lunghi anni circa 30000 schiavi, in condizioni inumane. Plinio Il Vecchio, che era sceso nella galleria, ci lasciò la sua umana testimonianza:
- Si dovette tagliare con mezzi rudimentali la roccia viva ed ogni lavoro si dovette approntare a turni implacabili, nelle viscere del monte nella più totale oscurità; cose queste che, non possono essere concepite se non da chi le vide, né il linguaggio umano è capace di descriverle.
All'inaugurazione dei lavori, avvenuto nell'anno 52, prima del deflusso delle acque, che non ci fu, perché, il canale collettore che collegava al Lago, si trovava ad una livellazione sbagliata, cosa che fu risolta mentre su una grande piattaforma galleggiante si consumavano i più feroci spettacoli di morte in combattimenti gladiatori; ma la causa principale dell'insuccesso era dovuta anche al fatto che, per errore, forse, era stato realizzato un tratto di galleria in direzione sbagliata che, quando si resero conto della svista l'abbandonarono. All'apertura delle paratoie dell'emissario, l'acqua iniziò ad incanalarsi a pressione anche nel tratto di galleria sbagliata e senza sbocco, provocando un violentissimo "Colpo d'ariete" che, con la forza del riflusso (fragore dello scroscio), fece franare un lungo tratto della galleria utile, e così, l'acqua del Lago Fucino, rimase al posto di sempre.
All'inaugurazione oltre a Claudio e il figlioccio Nerone, c'era anche l'Imperatrice, che diede la colpa dell'insuccesso ai furti del liberto, Narciso sovrintendente ai lavori, che avrebbe utilizzato solo una parte del denaro che lo Stato gli aveva messo a disposizione e, per cupidigia, essersi arricchito a danno dei lavori eseguiti, dell'imperatore e dell'Impero Romano. (sic!).
Agrippina, con smodata vanità femminile, incurante del della miseria degli altri, era coperta da una clamide tutta in oro (mantella) che contrastava con il successivo massacro che, con il sangue umano, colorerà di rosso l'onda vitrea dell'acqua del Lago Fucino. Infatti Claudio, per festeggiare l'avvenimento e camuffare l'insuccesso, per deliziarsi e divertire gli astanti: fece macellare a pezzi circa 19000 persone in un forzato, feroce e spietato combattimento navale... ma... lasciamo perdere!...
...Oggi, con la nostalgia di sempre, il Gabbiano, dell'antico Lago, torna a volare sulla fertile "Pianura del Fucino" al ritmo e al suono delle note libere della mia musica:
"La Musica dal cuore"
- Luigi Tudico - filmaker & composer

http://www.aercalor.altervista.org/index_file/Lago_Fucino.pdf

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