''Il battaglione doveva attaccare su un fronte di 250-300 metri. Ma l'avvallamento del terreno ci aveva involontariamente sospinti, man mano che avanzavamo, verso la stessa striscia di terreno antistante alle trincee nemiche, larga appena una cinquantina di metri. Le mitragliatrici non potevano più colpirci, ma noi offrivamo, ai tiratori in piedi, un bersaglio compatto. I resti del battaglione erano tutti ammassati in quel punto. Contro di noi si sparava a bruciapelo.
D'un tratto, gli austriaci cessarono di sparare. Io vidi quelli che ci stavano di fronte, con gli occhi spalancati e con un'espressione di terrore quasi che essi e non noi fossero sotto il fuoco. Uno, che era senza fucile, gridò in italiano:
- Basta! Basta!
- Basta! - ripeterono gli altri, dai parapetti.
Quegli che era senz'armi mi parve un cappellano.
- Basta! bravi soldati. Non fatevi ammazzare così.
Noi ci fermammo, un istante. Noi non sparavamo, essi non sparavano."
E. Lussu ''Un anno sull'Altipiano''
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