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La dichiarazione di Amburgo

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Uploaded by on Jul 21, 2009

http://www.byoblu.com
Come l'editoria si sta organizzando per intervenire sulla libera circolazione delle informazioni in rete. Tutti i dati del tracollo delle edizioni cartacee dei giornali e uno sguardo sul possibile futuro.

  • likes, 5 dislikes

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Uploader Comments (byoblu)

  • Mah è facile dire che l'informazione dovrebbe essere gratuita quando si ha un blog. Ma davvero pensate che un blog possa sostituire una struttura organizzata come un'azienda editoriale o una testata gionalistica?? Avere degli inviati in tutti i posti?? Ah giustamente direte c'è un blogger in ogni angolo del mondo. E' vero più che informazioni condivisa mi sembra più informazione anarchica, fatta in casa, sperando che chi la faccia sia un pò professionale.

  • in realtà anche il blogger deve campare, se lo fa da indipendente e, come nel mio caso, 28 ore al giorno.

Top Comments

  • Servizione di ByoBlu! è da un po che ti seguo e devo dire che fai bene il tuo lavoro!

  • Io spero di continuare ad informarmi da blogger come te, grande.

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All Comments (42)

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  • SEI UN GRANDE 5 STELLE !

  • Ci credo che cercano di ostruire, perdono soldini e si arrabbiano, feccia di merda

  • Io un idea l'avrei, fare una legge che con un abbonamento es 20 € , 3 euro devono andare ha servizi , e per pagare basta dare il consenso con un pulsante e abbonamento 0,50 centesimi al mese per un editore o servizio qualunque che sia.

    Ci sarebbero persone che lavorano e sono pagate dalla rete stessa in percentuale e qualità.

    Ti piace come idea ?

    Gentili saluti staff Lorisdelta

  • Complimenti per la professionalità e per il lavoro di indagine svolto

  • bel video, complimenti davvero

  • 5 stelle a questo articolo per la professionalità e coscienza civile

  • recensioni. In quel caso può essere considerato un servizio, un approfondimento specialistico accessorio. Ma se parliamo di informazione politica e sociale, di editoriali che fanno il punto sull'operato di un governo, di inchieste su questioni scottanti... Insomma... lì la cosa è molto, molto più delicata.

  • (vendita di speciali, prodotti multimediale accessori, libri, spettacoli.. magari contributi statali etc) possa essere una soluzione. Nonostante io abbia l'acqua alla gola, mettere un bel lucchettino su un articolo e dire "disponibile al costo di €1" mi provoca una certa allergia. Magari davanti a quell'articolo ci passa un ragazzino, e io sto perdendo una buona occasione di informare anche lui su quello che sta accadendo. Diverso è, ovviamente, se vendo lavatrici e voglio far pagare le

  • è molto che mi batto per far comprendere che un'attività di questo genere è a tutti gli effetti un lavoro, ed anzi spesso (come nel mio caso) è un lavoro molto più faticoso e totalizzante di altri. La grossa difficoltà è che io credo che l'informazione dovrebbe essere libera, perché è essenziale per una società, è un diritto e un bene primario. Nel contempo bisogna trovare forme di remunerazione complementare. Io credo che la pubblicità, o l'indotto

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