Volley Cup 2011-Italia campione-Le mille e una storia

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Uploaded by on Nov 20, 2011

Volley Cup 2011-Italia campione-Le mille e una storia

God bless America. Sì, perché sono proprio Hooker e compagne -- che solo ventiquattr'ore fa avevano piegato le azzurre -- a trasformare la World Cup dell'Italvolley in rosa da stupenda a straordinaria. Le statunitensi cedono i primi due set (e poi la partita intera: 3-0) a un ottimo Giappone. Tanto basta per regalare il successo all'Italia, che poco prima aveva chiuso la sua cavalcata trionfale piegando agevolmente il Kenya. E allora, dopo il pass olimpico, arriva anche il bis della vittoria nel 2007. Un trionfo eccezionale, considerando che alla vigilia della World Cup e dopo l'Europeo di settembre chiuso ai piedi del podio, in molti avevano dato il gruppo azzurro al capolinea. In classifica, le azzurre chiudono con 28 punti, Stati Uniti e Cina (anch'esse qualificate per i Giochi londinesi) a quota 26.

Nessun regalo -- Sia chiaro: il bel successo delle nipponiche sulle statunitensi non va certo considerato come un regalo della buona sorte, ma solo come la ciliegina sulla torta di un torneo che le azzurre hanno interpretato da protagoniste fin dall'inizio, piegando proprio giapponesi e cinesi in un avvio da far paura, ma che non ha fatto tremare le mani di Lo Bianco e del resto del gruppo. Senza dimenticare poi che ai forfait della vigilia dell'infortunata Cardullo e dell'affaticata Piccinini, a poche ore dal via si era aggiunto il k.o. in allenamento di Ortolani, con la convocazione in extremis di De Gennaro. Roba da far tremare i polsi a qualsiasi coach, ma non a Massimo Barbolini.

Timone saldo -- Dato per partente dopo il k.o. europeo, col "tedesco" Guidetti favorito a prenderne il posto, il coach modenese non s'è perso d'animo, e ha disegnato in terra giapponese il suo (ennesimo) capolavoro, affidando a Lucia Bosetti gran parte del peso della ricezione, e liberando la mano pesante di Carolina Costagrande in attacco. Il resto l'ha fatto la voglia di rivincita delle veterane e l'entusiasmo delle nuove arrivate.

Gruppo compatto -- Simona Gioli 34 anni; Paola Croce 33, Costagrande, Lo Bianco, Anzanello, Del Core 31. Vero che non sta bene dire l'età delle signore, ma quando si trionfa così la carta d'identità diventa una nota di merito e una medaglia al valore sportivo. Atlete mature, le nostre, ma con determinazione (e capacità tecniche, val la pena ricordarlo) di eccellenza assoluta. E poi, a fianco delle veterane, ecco arrivare le nuove protagoniste: Arrighetti (genovese, soprannominata Piske da "pischella", cioè ragazzina, ma 26enne), le sorelle Bosetti (Lucia, 22 anni; Caterina appena 17enne; Folie, 20 anni). Ad agosto, a Londra, le giovani avranno una stagione d'esperienza in più alle spalle, le "anziane" la voglia di mettere la firma su un ciclo irripetibile.

Certezze -- Dal Giappone, oltre che con una vittoria e la qualificazione olimpica, si torna anche con una certezza in più: il gruppo è maturato al punto tale da saper gestire anche infortuni e imprevisti dell'ultimo minuto. Pechino 2008 (quando a eliminarci furono le americane....) fu da questo punto di vista un travaglio, con l'esclusione alla vigilia della Del Core per problemi cardiaci e le sofferenze della Aguero, in volo tra la Cina e Cuba per assistere la mamma morente. Da qui a dire, però, che dopo la World Cup siamo già sul podio olimpico, ce ne corre. Le ragazze lo sanno bene, e questa consapevolezza a Londra peserà eccome.

Uomini -- Adesso tocca ai ragazzi, vicecampioni d'Europa. Cammino per alcuni aspetti simile a quello delle ragazze, tra calendario subito difficile (esordio domenica alle ore 7 italiane contro la Russia) e problemi (l'infortunio del libero Bari, che costringerà Mauro Berruto a scegliere i 14 della rosa solo domani, all'ultimo minuto). Ma se le stesse premesse dovessero portare allo stesso risultato finale, beh, sicuri che il coach azzurro ci metterebbe già adesso la firma...

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  • GRANDI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!­!!!!!

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