Alert icon
We're changing our privacy policy. This stuff matters.  Learn more  Dismiss

San Gallicano. L'ospedale degli ultimi

Loading...

Sign in or sign up now!
Alert icon
Upgrade to the latest Flash Player for improved playback performance. Upgrade now or more info.
162 views
Loading...
Alert icon
Sign in or sign up now!
Alert icon

Uploaded by on Nov 2, 2011

Reportage di Riccardo Frugone per Rainews24

A Trastevere, nel cuore di Roma, c'è un ospedale che si è specializzato nell'accoglienza a senza tetto, nomadi e a tutte le persone che vivono ai margini della società.

E' l'istituto dermatologico San Gallicano oggi "Centro di riferimento per la promozione della salute delle popolazioni migranti, senza fissa dimora e a rischio di emarginazione".

La storia di questo centro di cura inizia nell'anno santo 1725, anno del giubileo.

Fu papa Benedetto XIII, a fondare l' ospedale San Gallicano, un luogo per accogliere e curare i pellegrini che giungevano da tutta Europa, specialmente i piu' poveri che soffrivano per malattie della pelle, in particolare lebbra e scabbia. Da allora l'Istituto, diventato centro dermatologico, ha sempre rivolto un'attenzione particolare agli immigrati e ai malati più poveri ed emarginati.

Il servizio è aperto a tutti , italiani o stranieri, ma sono sopratutto migranti le persone che si rivolgono all'ambulatorio del Gallicano. Arrivano da oltre 130 paesi, dall Africa, dall Asia, dal Sudamerica, ma anche dall'Europa dell'est. La migrazione dai paesi del sud del mondo è un fenomeno mondiale, che riguarda 160 milioni di immigrati e di rifugiati. In Italia la presenza di stranieri negli ultimi 20 anni è triplicata. Sono circa 3 milioni e rappresentano il 5% della popolazione italiana.

Il Gallicano è anche un laboratorio che collabora con l'Organizzazione Mondiale della Sanità. In questa direzione svolge attività di monitoraggio e di ricerca, come ad esempio nel progetto che vede i medici del Gallicano impegnati in Africa. A Makele in Etiopia gestiscono una struttura sanitaria che è anche il primo centro dermatologico del Tigray. Le gravi condizioni igienico sanitarie, la mancanza di acqua potabile e la diffusione dell'AIDS collocano questo paese tra gli ultimi dieci paesi al mondo per indice di sviluppo.

La dottoressa Valeska Padovese ci racconta di questa esperienza e delle difficoltà nel gestire questo centro dermatologico che è anche l'unico in un'area dove vivono milioni di persone. " Non esiste la prevenzione e non esiste l'analisi precoce e siccome lavoriamo in una regione dove non esistono dermatologi per quattro milioni di abitanti, ci siamo trovati ad affrontare delle patologie che di sicuro non ci aspettavamo di vedere. Dal punto di vista sanitario manca l'assistenza di base, la sanità è tutta a pagamento per cui le persone più povere, soprattutto quelle che vivono nelle aree rurali, non hanno facile accesso al servizio sanitario come invece cerchiamo di proporre noi. Perchè nel nostro paese ovviamente il paziente non paga. L'accesso è libero e facilitato dal fatto che non esiste l'appuntamento, come qui del resto, perchè è quello che facciamo anche qui, il malato arriva e possibilmente viene visto in giornata. Il problema è che l'afflusso di persone è talmente alto, perchè si è creata una forte aspettativa nel paese per quanto riguarda la dermatologia."

La posta in gioco per chi lavora qui è alta. Il centro è diventato una struttura di riferimento nazionale per la lotta alle malattie della povertà. Qui si sperimenta anche un nuovo modello di assistenza sanitaria più attento alla realtà delle persone che ai profitti e più orientato verso la prevenzione.

Ma la struttura soffre di una carenza cronica di fondi e soprattutto per il fatto che l'immigrazione continua a venire affrontatta come un'emergenza. Come ci sottolinea il responsabile del centro il prof. Aldo Morrone, direttore dell'Istituto San Gallicano: "Questo centro è diventato il luogo dove trovano la tana, ospitalità le persone che hanno maggiori difficoltà ad accedere ai servizi socio sanitari. non solo si serca di accogliere queste persone ma anche poi si fa analisi sul perchè queste persone sono diventate sempre più povere. C'è un meccanismo perverso, la nostra stessa realtà è abbandonata dalle istituzioni . Lasciata quasi fosse una sorta di ghetto, una realtà un po' strana una specie di corte dei miracoli, significa che in effetti c'è ancora una lontananza, una difficoltà culturale da parte delle istituzioni, a capire che l'immigrazione non è un fenomeno di emergenza, è una grande realtà globale sull'intero pianeta, avremmo dovuto imparare ad affrontarla in maniera più strutturale piuttosto che in maniera emergenziale."

Category:

News & Politics

Tags:

License:

Standard YouTube License

  • likes, 0 dislikes

Link to this comment:

Share to:
see all

All Comments (0)

Sign In or Sign Up now to post a comment!
Loading...

Alert icon
0 / 00Unsaved Playlist Return to active list
    1. Your queue is empty. Add videos to your queue using this button:
      or sign in to load a different list.
    Loading...Loading...Saving...
    • Clear all videos from this list
    • Learn more