Giovan Battista Cirri visse una vita fortunata, Virtuoso di violoncello alla Corte londinese nel secolo dei Lumi. Pochi anni prima della Rivoluzione francese lasciò il suo incarico e tornò alle sue terre, presso Forlì, dove si fece costruire una villa di campagna. In quel luogo di serena tranquillità compose musica per il suo strumento, incurante dei cambiamenti del mondo intorno, amante fedele di ninfe e pastori di un'Arcadia ormai evanescente, obsoleta.
Nella sua musica mi sembra di scorgere una nostalgia inquietante, struggente come il ricordo d'un paradiso perduto, un'innocenza irrecuperabile...
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