Uploaded by lendallpitts on Dec 22, 2009
Spirito avventuroso ed irrequieto, Maderna non cessò mai di indagare nuove tecniche compositive; dal neoclassicismo modaleggiante dei lavori giovanili, ben presto si avvicinò all'espressionismo atonale della seconda scuola di Vienna ed alla dodecafonia, senza per questo dimenticare la principalissima esperienza bartokiana (di cui vi sono echi nel Concerto per due pianoforti e strumenti del 1948, e che ritornerà presente nelle tecniche proliferative da lui ampiamente utilizzate nei lavori degli ultimi anni).
Fu tra i precursori dello strutturalismo, assieme ai colleghi Stockhausen, Boulez e Nono, così come fu tra i primi ad indagarare le possibilità offerte dall'alea (a questo soggetto, la sua Serenata per un satellite del 1969 viene universalmente considerata come uno dei momenti di più alto lirismo ottenuto con l'utilizzo di tecniche aleatorie).
Allo stesso tempo, fu precursore dell'utilizzo dei mezzi musicali elettronici (il suo brano Musica su due dimensioni fu il primo in assoluto a prevedere l'interazione tra un musicista dal vivo ed un nastro registrato).
Negli anni '50 ebbe pure saltuari contatti con la musica d'uso: scrisse commenti musicali per alcuni film e documentari, e produsse pure alcuni arrangiamenti jazz per big band.
In generale, il temperamento di Maderna fu essenzialmente lirico, da cui la sua costante attenzione alla dimensione melodica; un segno di questo è anche la sua passione per strumenti prettamente melodici come l'oboe e il flauto.
I suoi ultimi lavori denotano una grande volontà di sincretismo mirata all'uscita da alcune dalle problematiche compositive legate agli anni precedenti, tentativo che avrebbe potuto portare a sviluppi importanti ed inaspettati se non fosse stato troncato dalla sua prematura scomparsa nel 1973.
Di nome anagrafico Bruno Grossato, adottò successivamente il cognome della madre da nubile Maderna. Il nonno paterno si avvide delle doti musicali del nipote e lo seguì nei primi passi che lo videro studente di violino, aiutato tra l'altro da Madame de Polignac, nobildonna e mecenate francese. A sette anni il piccolo Bruno si esibiva nel Concerto per violino di Max Bruch mentre a otto anni dirigeva l'orchestra del Teatro alla Scala e dell'Arena di Verona.
Dopo questi esordi precoci, Maderna proseguì i suoi studi musicali regolari presso i conservatori di Milano, Roma e Venezia diplomandosi e perfezionandosi sotto la guida di importanti docenti quali Alessandro Bustini, Gian Francesco Malipiero, Antonio Guarnieri e Hermann Scherchen. Durante la Seconda guerra mondiale aderì alla resistenza partigiana, fu in seguito catturato ed imprigionato dai nazisti.
Gian Francesco Malipiero lo chiamò successivamente ad insegnare composizione presso il Conservatorio "Benedetto Marcello" di Venezia nel 1947, anche se ne riconobbe i meriti come autore di musica solo molto più tardi. Il direttore del conservatorio veneziano ammirò invece sempre Maderna come acuto conoscitore e studioso della musica antica. In questi anni Maderna incontrò Luigi Nono, allora studente di giurisprudenza, che divenne suo allievo privato. Nono fu l'unico allievo importante di Maderna, attorno al quale si coagulò un importante nucleo di musicisti veneziani.
Poco più tardi iniziò anche a partecipare ad alcuni concerti esteri in qualità di direttore d'orchestra, carriera incessante che lo rese apprezzabile soprattutto in Europa centrale: Karl Amadeus Hartmann, ad esempio, lo chiamò, primo direttore straniero, a un concerto della serie Musica Viva a Monaco di Baviera nel 1950. Questo evento diede inizio, di fatto, alla sua carriera internazionale di direttore d'orchestra, carriera che si svolse sotto l'insegna di un salutare eclettismo: il suo repertorio infatti andava da Purcell ai contemporanei, passando per Wagner, Debussy, Mahler e molti altri. Nel 1951 fondò il Internationales Kranichsteiner Kammerensemble, di cui fu direttore stabile.
Durante i corsi estivi di Darmstadt presentò le B.A.C.H. Variationen per due pianoforti. A Darmstadt Maderna entrò in contatto con molti autori che rivestiranno un ruolo importante nell'evoluzione della musica del secolo XX: Pierre Boulez, Olivier Messiaen, John Cage, Karlheinz Stockhausen e Henri Pousseur. Inoltre numerose furono le frequentazioni con importanti interpreti della nuova musica come il flautista Severino Gazzelloni per il quale scrisse Musica su due dimensioni.
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